La F.U.C.I., Federazione Univesitaria Cattolica Italiana, nata nel 1896 dall’unione di circoli universitari cattolici esistenti in alcune città d’Italia, è una aggregazione ecclesiale di gruppi di studenti universitari che, negli anni dello studio e della formazione, vogliono percorrere insieme un cammino di fede e di crescita culturale, vivendo un’esperienza di Chiesa nel solco della tradizione centenaria della Federazione

lunedì 5 marzo 2012

programma incontri secondo semestre


Programma incontri secondo semestre
“Corpo e potere: itinerari di biopolitica”

FEBBRAIO:
2 febbraio e 9 febbraio: Visione e discussione del film “Orwell 1984”di Michael Radford
23 febbraio: Incontro tenuto da D.Renato”Nuova definizione del matrimonio?”
 MARZO:
1 marzo: Serena Capodicasa “Mercato e persuasione”.
9-11 marzo: Esercizi spirituali a Camaldoli
15 marzo: Chiara Tomei”Potere e Controllo sociale, da Durkheim a Bourdieu”
22 marzo: “Introduzione generale alla biopolitica” Dott. Gianfranco Venturini
29 marzo: Incontro di preparazione alla pasqua
 APRILE:
12 aprile: Incontro tenuto da Mons. Tardelli
19 aprile: “Psichiatria e potere: come la "pazzia" è stata vissuta dalla società” Dott.Pietro Lastrucci
25-28 aprile: Congresso nazionale a Urbino
 MAGGIO:
3 maggio: Niccolò Bonetti “Follia e potere : chi è l’anormale?”
10 maggio: Niccolò Bonetti”Sessualità e potere: i desideri pericolosi.”
17 maggio: Incontro in preparazione all'assemblea elettiva dell'Azione Cattolica
24 maggio: Incontro  tenuto da D.Renato Monacci
31 maggio: “Sessualità e potere: relazione , storia e cultura”Dott.ssa Ornella Fulvio
 GIUGNO:
7 Giugno: Giorgio Mandoli ”Eugenetica:C’è spazio per l’imperfezione oggi?”
14 Giugno: Fabio Pellegrini”Quale supplizio: il linguaggio della pena:”

venerdì 24 febbraio 2012

Elezione nuova presidente femminile

Ieri sera Chiara Tomei è stata eletta presidente femminile della Fuci di Lucca per il biennio 2012-2014.Mi dispiace un pò lasciare questo incarico...Riporto qua sotto il discorso che ho fatto ieri sera...Magari è pieno di ripetizioni, ma l'ho scritto di getto in modo da non lasciare niente dentro e donarvi ogni mio pensiero...Grazie a tutti per la fiducia che mi avete dato in questi due anni. Grazie anche a Lorenzo che ieri non ho citato, ma che per me è una specie di fratello: l'ho conosciuto quando ero piccola ed è grazie a lui che sono entrata a far parte della Fuci. 

Ed eccoci qua…siamo giunti al termine del mio incarico…che dire…Ho iniziato il mio incarico senza neanche sapere bene cosa fosse la Fuci…mi ci sono ritrovata così per caso…non sapevo la responsabilità che comportava, non sapevo se ne ero in grado, non sapevo l’impegno che mi stavo prendendo…Mi sono ritrovata a cercare di coinvolgere altre persone nella mia esperienza…e poi è arrivata la prima ragazza: Caterina…ero così felice di non essere più l’unica donna…il primo incontro regionale…lo ricordo ancora…era un mondo tutto nuovo…e poi il primo incontro nazionale…tante nuove conoscenze, tante belle persone… la mia impacciataggine e la mia timidezza nel dire due parole in pubblico…anche se non avevo problemi a fare amicizia…e poi Camaldoli…una bellissima esperienza che mi ha fatto piangere…mi ha preso dentro…mi ha messo davanti i miei limiti e le mie paure…non dimenticherò mai la figuraccia che ho fatto a Miss Camaldoli, ma era come se il Signore volesse mettermi davanti i miei limiti e aiutarmi a migliorare…le mie paure mi hanno sempre bloccato, ma dopo questi due anni di fuci posso dire almeno in parte di essere una persona migliore…forse migliore non è la parola giusta e sarebbe meglio dire “posso dire di essere una persona diversa”…ho imparato cosa significa fare un discorso in pubblico, ho fatto la mia prima conferenza stampa, ho imparato cosa significa metterci il cuore….non so se vi è arrivato tutto quello che avrei voluto dimostrarvi…l’importanza che per me ricopre la Fuci…non lo so, ma ho sempre cercato di dare il massimo… Prima collaborando con Stefano e lo ringrazio per avermi aiutata in questo percorso e anche spronata magari a migliorare dei lati del mio carattere…e ora con Giorgio, il quale sento un po’ come me i primi tempi…con tutta quella passione e quella voglia di fare che un fucino penso debba avere… Sempre pronto a chiedermi un parere per collaborare insieme, sempre pronto a una parola per confortarmi nei momenti di sconforto…ed è qui che esce il lato dell’amicizia…la fuci mi ha regalato anche questo: tante nuove amicizie…Ed è per questo che sono felice di lasciare il mio posto a Chiara...una persona piena di fede e di vitalità, ma che è prima di tutto una mia amica…penso che sarà perfettamente in grado di ricoprire questo ruolo.Vorrei scusarmi con tutti voi per le mie assenze negli ultimi mesi a causa dell’università o di problemi di salute…sarà sembrato a qualcuno menefreghismo, ma quando vi dico che ritengo la fuci una parte importante della mia vita spero mi crediate perché è così..proprio per questo sono felice che al posto mio ci sarà una persona in gamba…e non lascio il posto a chiara per sbarazzarmi di un impiccio, continuerei se potessi...la fuci mi ha sempre dato qualcosa di bello, mi ha sempre aiutato a capire qualcosa in più di ciò che sono..e non vi nascondo che mi dispiace un po’ lasciare questo incarico…perché ha segnato la mia vita e posso dire che alla fuci devo molto…continuerò a far parte della fuci come fucina semplice e sia Giorgio che Chiara sanno benissimo che su di me possono sempre contare…ancora grazie a Giorgio per la sua amicizia e per aver capito il significato di essere presidenti insieme…e grazie a Chiara che si prende questo impegno…e non sarà mai sola perché il Signore le è sempre accanto…ed è accanto a ognuno di noi…ho fatto un discorso anche troppo lungo…ora la smetto e vi dico solo una cosa: cercate sempre di sentirvi parte della fuci, sempre…perché otterrete molto in cambio…ed essere fucini semplici non vuol dire non valere nulla o non avere voce in capitolo…La fuci è di tutti noi...
Serena Capodicasa

giovedì 9 febbraio 2012

comunicato stampa: conclusione incontro nazionale assistenti Fuci

COMUNICATO STAMPA
Conclusione del V Incontro Nazionale Assistenti FUCI

Si è concluso oggi, mercoledì 8 febbraio, il V Incontro Nazionale degli Assistenti FUCI, tenutosi presso il Centro Nazionale di Azione Cattolica, presso la Domus Mariae, che ha visto riuniti a Roma i presbiteri che accompagnano i gruppi presenti su tutto il territorio italiano, da Trento a Ragusa.
Ieri la riflessione dei partecipanti si è concentrata sul tema Vangelo e vita universitaria. E’ intervenuto il Prof. Pierpaolo Triani, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha provato a delineare le caratteristiche di una vita di fede all’interno dell’Università. «La vita universitaria – ha affermato il Prof. Triani - è ambiente di formazione. L’orizzonte della vita secondo il Vangelo ci spinge verso un impegno attento a valorizzare tutte le dimensioni della persona e a tenere presente la centralità della coscienza umana».
A seguire, Padre Michele Pischedda, Assistente Ecclesiastico Nazionale della FUCI, ha proseguito la riflessione, concentrandosi sul tema della testimonianza di fede in Università. «La testimonianza è la forma più alta del linguaggio umano – ha asserito Padre Pischedda – che ci mette inevitabilmente davanti ad una domanda di senso circa noi stessi, ma che, al contempo, ci spinge ad uscire fuori da noi stessi per metterci in relazione con l’altro».
Oggi i lavori sono proseguiti con un dibattito che ha preso le mosse dalla Relazione della Presidenza Nazionale della FUCI, dal titolo La vita della Federazione e il ruolo dell’Assistente. « Crediamo – si legge nella Relazione della Presidenza - che i nostri ragazzi sentano un grande bisogno della presenza degli assistenti, una presenza discreta e robusta al tempo stesso. “Discreta”, perché è importante che siano i ragazzi stessi i veri protagonisti dei percorsi della Fuci e della loro formazione. “Robusta”: perché si richiede una persona che abbia “le spalle larghe” per dare equilibrio e continuità al lavoro del gruppo, che sappia sostenere i ragazzi nelle loro incertezze e nella loro incostanza».
A chiusura dei lavori si è svolta la celebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Domenico Sigalini, Assistente Ecclesiastico Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
«Ci rendiamo conto ogni giorno di più – affermano Francesca Simeoni e Alberto Ratti, i Presidenti Nazionali - che la presenza degli Assistenti per i gruppi della Fuci è fondamentale e imprescindibile. È  davvero una presenza vitale, che dà vita ai gruppi. Abbiamo pensato fosse importante interrogarsi con loro su come oggi la Fuci debba mettersi in gioco e riscoprire modalità e linguaggi per accompagnare i giovani universitari».
Roma, 8 febbraio 2012
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861

mercoledì 11 gennaio 2012

adesioni 2012: l'importanza di aderire


Aderire, dal latino ad-haereo, significa stare attaccato, unito: con

l'adesione riscopriamo infatti la bellezza di essere tutti quanti inseriti,
oltre le distanze geografiche, in un progetto che aspira ad essere
condiviso e compartecipato, com’è quello della nostra Federazione.

La quota di adesione è quindi la modalità concreta per sostenere tale
progetto, è una scelta personale e comunitaria di responsabilità, impegno
e dedizione verso un’avventura antica e sempre nuova; è una decisione che
ci chiede di non risparmiare le nostre energie ma di metterle a frutto, con
passione e creatività.

L’adesione alla nostra Federazione rappresenta, per i gruppi e i singoli
aderenti, la conferma della volontà di lavorare insieme, spendendo le
nostre migliori energie di giovani studenti per un disegno comune che da
nord a sud contribuisce alla formazione degli universitari cattolici in
gran parte degli atenei d’Italia.
Alla nostra tessera vogliamo attribuire il significato della
corresponsabilità e dell’appartenenza ad un percorso annuale di crescita
e formazione, in una cornice di amicizie fraterne e di fede condivisa.
L’adesione del fucino al gruppo e del gruppo alla Federazione esprime la
solidarietà di intenti ed economica che speriamo di rendere sempre più
forte ed incisiva. Le quote sono infatti destinate a finanziare le attività
ordinarie della Federazione a livello nazionale e alla stampa e alla
distribuzione della rivista “Ricerca”. Infine, ma non da ultimo, una
proposta concreta: la Presidenza Nazionale ci invita a pensare ed a realizzare un momento
dedicato alla *benedizione* delle tessere, anche all’interno di una
Celebrazione Eucaristica. La tessera così, da mero pezzo di carta, si
traduce in strumento di accoglienza sia degli amici che partecipano alle
nostre attività, ma restano sempre un po’ sulla soglia, sia della presenza
di Dio che è in “viaggio” insieme a noi. Perchè benedire? Il Signore *“
benedice”* nel senso che assicura il Suo aiuto e  la Sua grazia verso i
propositi e l’impegno di tutti e ciascuno.


 Ho voluto riportare sopra una parte della mail inviata dalla Presidenza Nazionale e ora vorrei aggiungere due parole.
Sono due anni che faccio parte della Fuci e sono stati due anni intensi, pieni di momenti condivisi, gioie, crescita personale perchè la Fuci è anche questo. Avere una tessera significa sentirsi parte della Federazione. Il mio percorso da presidente è quasi giunto al termine, ma consiglio a tutti l'esperienza che ho vissuto. Essere presidente non è solo responsabilità, ma è anche un'esperienza che non si può descrivere perchè ricca di particolarità e perchè riesce a darti sempre qualcosa di nuovo. Però vorrei che ognuno capisse che al di là della carica Ogni fucino è chiamato a sentirsi parte integrante della Federazione, non elemento passivo, ma elemento vitale perchè tutti insieme formiamo un tessuto e ognuno di noi è essenziale. Mettiamoci in gioco, cerchiamo di mostrare la bellezza della fede, di essere testimoni della parola del Signore, di non spaventarci davanti alle difficoltà perchè Lui è la Luce e ci tiene per mano.
Il messaggio del Papa per la 45esima Giornata Mondiale della pace è stato "Educare i giovani alla giustizia e alla pace". L’appello che il Papa rivolge ai giovani è chiaro: «Cari giovani, non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono costanza, umiltà e dedizione» 
Secondo me non c'è da dire altro tranne che dobbiamo avere fiducia, speranza e vedere la Fuci come un dono in un periodo in cui molta gente ha perso l'ottimismo. Cerchiamo di essere noi la speranza!

Serena Capodicasa

venerdì 25 novembre 2011

incontro 24 novembre 2011


Il secolarismo nel periodo dell’Unità di Italia

Uno sguardo generale sul XIX secolo:
- Apogeo e sconfitta di Napoleone, restaurazione tra i domini europei, moti, rivoluzioni, guerre d’Indipendenza.
- Nasce il positivismo ma si diffonde il romanticismo
- I promessi sposi e le opere del Carducci
- il secolo più attivo per la massoneria; grandi soddisfazioni per la Chiesa (molti concordati con Nazioni, ristabilimento gerarchia cattolica in Inghilterra, straordinaria propagazione del Cristianesimo nel mondo (missioni)).
Le differenti classi sociali, un secolarismo a più velocità:
- Il popolo: nel 1861, l'Italia contava una media del 78% di analfabeti con punte massime del 91%.
- Borghesia e aristocrazia
Dal punto di vista “religioso”, 4 posizioni:
1)     Cristianesimo liberale giobertiano;
2) Profetismo Mazziniano di aspra critica al Papato. Anticipo di quello che sarà il Kulturkampf (anni ’60 e ‘70) nella mitteleuropa. In realtà si dava il fondamento ideologico all’anticlericalismo:
Concretizzatosi soprattutto nella lotta al potere temporale del Papa, che costituiva oggettivo impedimento all'unificazione del Paese.
L’A. nelle politiche di d’Azeglio e di cavour: leggi Siccardi ’50 (dal Guardasigilli Giuseppe), leggi neogiurisdizionaliste, L. Simeo sulla libertà di culto, La legge Rattazzi (che abolì gli ordini ritenuti privi di utilità sociale, ovvero che «non attendono alla predicazione, all'educazione, o all'assistenza degli infermi», e ne espropriò tutti i conventi (335 case), sfrattando 3733 uomini e 1756 donne.), le leggi eversive (“complessivamente, furono immessi sul mercato e ceduti a prezzi stracciati alla grande borghesia terriera oltre 3 milioni di ha (2,5 soltanto nel Sud) con modalità che sono state criticate dagli storici e dai giuristi”)
Abolizione del foro ecclesiastico, il diritto di asilo, ovvero l'impunità giuridica di coloro che trovavano rifugio nelle chiese, e la manomorta cioè l'inalienabilità dei possedimenti ecclesiastici. Soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose, Espropriazione di beni immobili, divieto di acquisire proprietà di immobili, istituzione del matrimonio civile.
La legislazione fu estesa ai territori che vennero via via annessi.
Motivi: le ideologie massoniche, i gravi disavanzi causati dalla terza guerra d'indipendenza,
Conseguenze: - il n° dei religiosi diminuì vertiginosamente, le terre epropriate non furono redistribuite alle classi meno abbienti ma alla solita borghesia agraria e latifondista, “...vennero recintate le nuove proprietà e soppressi gli usi civici, vale a dire tutti i secolari diritti d'uso, quali far pascolare le pecore, il raccogliere legna o erba...”; si contribuì alla questione meridionale e al brigantaggio; citazione della Pellicciari: “«Le conseguenze sociali delle leggi eversive furono anche queste: in nome della libertà 57.492 persone (i religiosi) furono privati di tutto quello che possedevano: del letto, dei mobili, del tetto, degli oggetti di culto, degli archivi, delle biblioteche, dei terreni, di tutto. Così successe anche per 24.166 opere pie che non più serviranno al sollievo diretto della povertà. Lo Stato solleva le sue finanze, ma i cittadini si abitueranno a vedere nello Stato un intruso da cui difendersi o dinanzi al quale rimanere indifferenti. Anche questa fu una causa del distacco degli italiani dallo Stato che usò violenza!»”;
- La confisca di gran parte dei beni di proprietà di enti ecclesiastici periferici determinò una riforma centralizzatrice della Chiesa. Secondo Gianpaolo Romanato "nel giro di pochi decenni quella che ancora nella seconda metà del Settecento era di fatto una federazione di Chiese nazionali si trasformò in una compatta organizzazione internazionale, disciplinarmente e teologicamente sottoposta al Papa e agli organismi curiali. Roma divenne contemporaneamente fonte del potere, centro di elaborazione del pensiero teologico-canonistico, luogo di formazione del personale dirigente".
- Il Governo non concedendo l’exequator che si era arrogato con le leggi giurisdizionali: nel 1864 ben 43 vescovi erano in esilio, 20 in carcere, 16 erano stati espulsi e altri 16 morti per le vessazioni subite. A metà degli anni sessanta di 227 sedi vescovili, 108 erano vacanti.
- Infine una tremenda dispersione di opere artistiche.
L’A. nelle accademie derivò in larga parte dall'adesione di molti docenti al positivismo e allo scientismo. Sarà proprio la Fuci a riportare il messaggio cristiano nell’Università
L’A. nel popolo, tardo; società operaie, società di mutuo soccorso. Manifesti anticlericali.
- La visione materialista portò a vedere Gesù Cristo come il "primo socialista",.... ma il suo insegnamento era stato corrotto dalla Chiesa ("dai preti") per tornaconto. Oggetto di contestazione era il comportamento dei membri della Chiesa nella storia, mai del messaggio cristiano. Tuttavia guardando solo i beni materiali ignorarono i beni spirituali.
Episodi: l'assalto al Congresso cattolico di Bologna del 9 ottobre 1876 e i tumulti in occasione della traslazione della salma di Pio IX il 13 luglio 1881.
Nel 1889, l'erezione del monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori e le innumerevoli celebrazioni della sua figura e del libero pensiero...
Nei venerdì di Quaresima la Massoneria metteva in scena sotto i Palazzi apostolici banchetti, per dileggiare il digiuno cristiano.
3) Il Papato: usciva dal Congresso di Vienna (Leone XII e Gregorio XVI) in linea con le politiche reazionarie della restaurazione, contrario ad ogni forma liberale (àmemorandum).
Con l’avvento di Pio IX(46-78):
Dapprima apparve liberale: 2 amnistie condannati politici, Card. Gizzi nominato segretario di Stato, più libertà di stampa. Istituzione Consiglio di Stato. 2 ferrovie.
Progressivamente con l’ideale unitario sempre più forte, lo Stato Pontificio più ridotto, la stragi di Perugia à Sillabo ‘64 e “non expedit”.
Sillabo: condanna al liberalismo, l'ateismo, il comunismo, il socialismo, matrimonio civile, panteismo, naturalismo e razionalismo, l'idea relativista dell'uguaglianza di tutte le religioni (indifferentismo), società segrete, società clerico-liberali (cioè il "liberalismo cattolico") e le società bibliche, la negazione del peccato originale.
Società della Gioventù Cattolica nasce nel 1867.
Scomunicati i fautori Risorgimento e Unità d’Italia. Isolamento del Papato. Si chiudeva così ogni dialogo col mondo.
Leone XIII (’78-‘03): Si espande l’Opera dei Congressi (tutelare i diritti della Chiesa,attività caritative, fondazione di casse rurali, società di mutuo soccorso e cooperative) e i comitati cattolici, “Rerum novarum” ’91. Cristianesimo democratico (Murri, Sturzo... Toniolo).
Pio X con la Pascendi ’07 con la condanna al modernismo fece emergere una sfiducia verso la scienza, la democrazia e il tempo di allora.
4) Mitologia nazionale: ultimi 30 anni dell’800, a sfondo progressista e laicizzante. De sanctis, la destra storica, Carducci «vate della III° Italia», l’Altare della Patria,....“Cuore” di Edmondo De Amicis (codice di morale laica).
Belle epoque: vi si celebrava il progresso, il benessere, la borghesia (expo), il colonialismo.
Rivoluzione Industriale, industrializzazione Italia: classe operaia, condizioni disumane (15 h. di lavoro) nessun diritto; nella lotta tra popolo lavoratore e classi dirigenti la Chiesa era fuori; Precarietà, proletariato; innalzamento povertà e degrado.... “macelleria sociale” ;
Alcolismo (solo a Biella nel 1878 la commissione parlamentare d’inchiesta contò 890 tra bettole e società del vino = una per 52 avventori), i tempi della ricreazione dal lavoro, del dopo lavoro e anche della domenica erano dedicati al rituale collettivo dell’ubriachezza. Fu un fenomeno così rilevante che gli imprenditori erano preoccupati dal calo di produttività dei lavoratori e i governi elaborarono diversi “programmi di moralizzazione”.
 Fabio Pellegrini

 L’arte secolarizzata


La progressiva perdita di un “centro di gravità spirituale” ha inciso profondamente, oltre che nella riflessione filosofica e teologica, anche nella produzione artistica.
 Da sempre l’artista ha cercato di descrivere il mondo con la propria arte; adesso il mondo, ateisticamente frequentato, induce l’artista a cimentarsi con l’ignoto.
L’arte, quindi, non è più pensata come un banale esercizio di stile con cui si “ricopia” la realtà, ma lo strumento con cui l’artista, dopo un percorso di riflessione interiore, comunica i suoi pensieri, le sue idee, le sue emozioni, i suoi ricordi.

Arnold Schoenberg

Il sistema diatonico, rimasto sostanzialmente intatto fin dalla sua teorizzazione, cede il passo a nuove avanguardie musicali; in particolare Arnold Schöenberg riesce a elaborare un sistema musicale totalmente nuovo (la dodecafonia) basato sull'utilizzo dei dodici suoni della scala cromatica ordinati in una specifica successione chiamata serie.
Igor Stravinskij

Un altro autore che compie una completa rielaborazione degli elementi fino a quel momento ritenuti indiscutibili è il Russo Igor Stravinskij.
La sua genialità sta nel reinterpretare e rielaborare elementi folkloristici tradizionali della musica popolare russa ripensando totalmente forme già assodate come il balletto e l’ostinato.
Di particolare interesse è l’uso della poliritmia, tecnica molto poco usata dai musicisti occidentali in quel tempo, che Stravinskij utilizza per dare all’ascoltatore una sensazione di instabilità e di perdita del ritmo portante della canzone.

James Joyce

Spostandoci ad analizzare altre forme d’espressione artistica, un’esperienza molto significativa è quella di James Joyce. Nel suo ultimo lavoro “Finnegans Wake”, Joyce elabora uno stile totalmente nuovo di pensare la trama di un romanzo e un nuovo modo di raccontarla.
In questo testo la tecnica del flusso di coscienza, già usata in precedenza nell'Ulisse è portata alle sue estreme conseguenze; oltre a questo vengono abolite le normali norme della grammatica e dell'ortografia: sparisce la punteggiatura, le parole si fondono tra loro cercando di riprodurre la simbologia del linguaggio onirico, ma risultano così assai oscure.
Giorgio Mandoli

si è conclusa la Settimana dell'Università


COMUNICATO STAMPA
Si è conclusa la IV Settimana dell’Università della FUCI.
L’Università torni a riflettere su se stessa!
Si è conclusa la IV edizione della Settimana dell’Università della FUCI, svoltasi dal 14 al 20
novembre scorso, al motto di Gustosamente. Una rassegna che ha visto coinvolto tutto il territorio
nazionale, con oltre 30 gruppi da Nord a Sud impegnati nella realizzazione di eventi che
testimoniassero, oggi più che mai, l’attenzione che la Federazione rivolge al mondo universitario.
Cosi a Brescia si è tenuta una tavola rotonda sul tema Studiare e Crescere: quali opportunità?; a Catania si è
aperto un dialogo tra studenti e professori per disegnare un progetto comune di Università; a Macerata
ci si è confrontati sul tema Quale spazio per vivere l’Università, la Città, la Fede?; a Modena si è elaborata
una riflessione sul pensiero di San Tommaso di Aquino e i riflessi in quello del filosofo Antonio
Rosmini; a Ragusa gli studenti sono stati invitati ad un reading a più voci.
Queste sono solo alcune delle iniziative che hanno animato gli Atenei della penisola in questa
Settimana. Potrete trovare sul sito (www.fuci.net) l’elenco completo delle attività dei gruppi.
«Dedicare appositamente un appuntamento nazionale all’Università sta a sottolineare l’impegno che la
FUCI vuole costantemente rinnovare in essa - affermano i Presidenti Nazionali Francesca Simeoni e
Alberto Ratti – soprattutto in un periodo come questo in cui l’Università sta attraversando una
congiuntura non certo facile. Riteniamo di fondamentale importanza, anche per uscire da questo
impasse, che l’Università torni ad elaborare un pensiero ed una riflessione su se stessa. Solo così
sarà in grado di indicare alla società i suoi bisogni e dettare la propria agenda, senza lasciare che
questo avvenga da parte di soggetti esterni al mondo universitario».
Roma, 23 novembre 2011
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@fuci.net
www.fuci.net

sabato 19 novembre 2011

incontro regionale 29 novembre

Incontro regionale a Prato
"La GAUDIUM ET SPES: per una Chiesa che prende coscienza di essere popolo di Dio"
Mons. Gastone Simoni

Ore 15: ASSEMBLEA REGIONALE
Ore 17: relazione e dibattito
a seguire S.Messa e Cena Insieme