La F.U.C.I., Federazione Univesitaria Cattolica Italiana, nata nel 1896 dall’unione di circoli universitari cattolici esistenti in alcune città d’Italia, è una aggregazione ecclesiale di gruppi di studenti universitari che, negli anni dello studio e della formazione, vogliono percorrere insieme un cammino di fede e di crescita culturale, vivendo un’esperienza di Chiesa nel solco della tradizione centenaria della Federazione

giovedì 13 settembre 2012

calendario provvisorio incontri primo semestre



Anno Accademico 2012-2013- Calendario provvisorio incontri Primo Semestre(Ottobre-Dicembre 2012)

“E’ appena l’aurora: la  testimonianza dei giovani di ieri e di oggi”(incontri itineranti sul tema del Concilio Vaticano II)
-Mercoledì 3 ottobre: San Concordio
-Giovedì 8 novembre: Torre del Lago
-Martedì 27 novembre: S. Macario
-Domenica 9 dicembre: Marlia

Incontri “Coscienza Universitaria”(presso la sede nella Casa delle Associazioni Laicali)
-Giovedì 18 Ottobre: Cap. 2”In tota mente tua” (a cura di Don Riccardo)
-Giovedì 25 Ottobre: Cap. 4 “Monistici o monastici”(a cura di Don Renato)
-Giovedì 22 Novembre: Cap. 7 “Il libro”(a cura di Don Riccardo)
-Giovedì 6 Dicembre : Cap. 8 “Unità di pensiero”(a cura di Don Renato)
Altri incontri:
-Giovedì 11 Ottobre (oratorio Don Bosco Viareggio ore 21): 50° anniversario Concilio Vaticano II: “il fatto nuovo è…che ci riguarda” incontro organizzato dall’Azione Cattolica
 -Sabato 17 Novembre(Foro Boario, ore 19:00): Festa delle Matricole (Settimana dell’Università)
-Giovedì 20 Dicembre(in sede): Incontro di preghiera e riflessione in Preparazione al Natale.

giovedì 2 agosto 2012

Settimane Teologiche a Camaldoli


COMUNICATO STAMPA
I Settimana Teologica della FUCI: profezia e testimonianza
Si è aperta oggi la I Settimana Teologica a Camaldoli della FUCI, dal titolo “Se fosse un profeta”? (Lc 7, 39) Profezia e testimonianza cristiana oggi, che si protrarrà fino a sabato 28 luglio sul tema della profezia e della testimonianza. Guideranno le riflessioni sul tema Luciano Manicardi, monaco e vice Priore della Comunità di Bose e Benedetta Zorzi, benedettina e docente di filosofia e teologia. Dal 29 luglio al 4 agosto si svolgerà invece la II Settimana dal titolo “Nelle parole la Parola” Cristianesimo e cultura contemporanea.
La Settimana vedrà affiancarsi alle lezioni dei relatori, laboratori di approfondimento e momenti di formazione federativa. Il tutto inserito all’interno dei ritmi e dei tempi della comunità monastica camaldolese. Numerosi gli studenti provenienti da tutta Italia che anche quest’anno parteciperanno alle Settimane di studio e riflessione e che hanno scelto di trascorrere il loro tempo in questo luogo significativo.
«Le due Settimane Teologiche, appuntamento di lunga tradizione – affermano i Presidenti Nazionali Francesca Simeoni e Stefano Nannini – che ereditiamo dagli anni in cui G.B Montini era Assistente centrale della FUCI, mantengono una valenza ancora attuale. Esse sono il segno di giovani che desiderano impegnarsi, anche d’estate, nel campo sociale, culturale e spirituale, convinti che questo rappresenti un tempo propizio per la propria formazione personale, che produrrà i suoi frutti nelle comunità di appartenenza in un domani vicino».
Domani, alle 9.30, si aprirà ufficialmente la Settimana Teologica con la lettura della Relazione introduttiva della Presidenza Nazionale.
E’ possibile trovare il programma e i relativi aggiornamenti sul sito nazionale www.fuci.net
Camaldoli, 22 luglio 2012
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@fuci.net
www.fuci.net


COMUNICATO STAMPA
Apertura della II Settimana Teologica della FUCI
Dopo l’arrivo, ieri, di oltre settanta studenti da tutta Italia a Camaldoli, questa mattina si è inaugurata ufficialmente la II Settimana Teologica della FUCI dal titolo “Nelle parole la Parola”. Cristianesimo e cultura contemporanea, che si protrarrà fino a sabato 4 agosto.
Questa mattina dopo la lettura della Relazione introduttiva della Presidenza Nazionale, il prof. Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica, ha tenuto la sua prima lezione davanti ad una sala gremita di universitari.
«In un contesto come quello contemporaneo, nella sua complessità e nelle sue istanze più profonde – si legge nella Relazione introduttiva - il cristianesimo è chiamato all’interrogativo, all’ascolto, alla mediazione della propria specificità, in virtù della natura stessa dello stile cristiano, sgorgante da una verità che, alla luce del mistero della Trinità, dell’Incarnazione e dell’evento pasquale, è sempre dialogica, dialettica e paradossale».
I Presidenti Nazionali – Francesca Simeoni e Stefano Nannini – richiamano le parole dei Lineamenta orientativi al problema emergente nella Chiesa della “nuova evangelizzazione”: «negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli interrogativi critici rivolti alla Chiesa e ai cristiani, al volto di Dio che annunciamo. Il compito di evangelizzazione si trova così di fronte a nuove sfide, che mettono in discussione pratiche consolidate, indeboliscono percorsi abituali e ormai standardizzati; in una parola obbligano la Chiesa ad interrogarsi in modo nuovo sul senso delle sue azioni di annuncio e di trasmissione della fede».
Domani, martedì 1° agosto, la Settimana raggiungerà forse il suo momento più alto, nel dibattitto tra il prof. Salvatore Natoli e il prof. Elmar Salmann, benedettino e docente di filosofia e teologia dogmatica.
Oggi, a celebrare la Santa Messa, sarà presente l’Arcivescovo di Arezzo Mons. Riccardo Fontana.
E’ possibile trovare il programma completo della Settimana sul sito nazionale www.fuci.net.
Camaldoli, 30 luglio 2012
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@fuci.net
www.fuci.net

domenica 10 giugno 2012

nuovi incarichi per i fucini del gruppo di Lucca


In questi ultimi tempi il nostro gruppo si è trovato davanti a diverse elezioni: Stefano come presidente nazionale, Niccolò come consigliere centrale ed infine, ma non per minor importanza, Fabio come incaricato regionale della Toscana. A ciascuno di essi è giusto fare i migliori auguri da parte di tutto il gruppo affinchè sentano la vicinanza di tutti noi fucini di Lucca per l'incarico che si trovano a svolgere. Qui sotto potete trovare il discorso di fine incarico fatto da Lorenzo in occasione dell'ultimo incontro regionale tenutosi a Pisa il 19maggio 2012. Anche a lui vogliamo rivolgere il nostro grazie per questi due anni di impegno e dedizione.

Marzo 2010: mentre, in modo del tutto spensierato, mi aggiravo per la mia città - e mi
godevo l’avvento trionfale della primavera con la sua luce, i suoi colori e i suoi
profumi- ho sentito qualcosa nella mia tasca destra che vibrava insistentemente. Ho
preso il telefono in mano e senza guardare lo schermo per vedere chi fosse, ho
risposto. Dall’altra parte stava Giovanni Stanghellini: una persona che non ho alcun
timore a definire colta, raffinata e molto preparata. Cosa poteva mai volere da me
l’incaricato regionale della FUCI Toscana? Eppure il gruppo di Lucca stava
procedendo bene, stavamo attuando il nostro percorso tematico ed eravamo in
crescita. Bene, cari amici, come avrete sicuramente intuito il nostro Giovanni mi ha
chiesto, in quella telefonata, se me la fossi sentita di candidarmi come incaricato
regionale della FUCI per il biennio successivo.
Penso che non ci sia difficoltà a capire in quale stato mi trovassi: emozione,
confusione, ansia, timore, impotenza, incapacità. Perché proprio a me? Non ero
fucino da molto tempo, non avevo molta esperienza. Ricordo che rimasi quasi
bloccato e che risposi a monosillabi a Giovanni, il quale mi dette, per fortuna, molti
giorni per pensarci e per riflettere su questa opportunità.
Dalle chiacchierate con gli amici, con la famiglia, con i miei assistenti (a Lucca ne
abbiamo 2) è maturato il mio SI’. Un SI’ che non rimpiangerò MAI. Un SI’ che mi ha
aperto un mondo meraviglioso di persone, di amicizie, di responsabilità.
Ora il mio servizio per la FUCI Toscana è arrivato al termine. Due anni dopo il mio
SI’ è giunto il momento di passare il testimone.
Permettetemi di dire che qui sta la grandezza della nostra federazione. La brevità dei
nostri incarichi ci aiuta a comprendere quanto sia deleterio l’attaccamento morboso a
un incarico di qualsiasi genere esso sia e ci consente di fare esercizio di umiltà,
gratuità ed altruismo nel momento in cui il nostro compito ci sta sfuggendo di mano
di fronte all’inesorabile scorrere del tempo. Parafrasando lo scrittore Tolkien diventa
dunque necessario “lasciare il giardino che abbiamo ricevuto in dote con il minor
numero di erbacce possibili”, perché noi, piccolo granello di polvere nell’universo,
non potremo mai nemmeno immaginare di ripulire tutti i giardini del mondo.
Devo dire però che ho avuto la fortuna di ricevere un ottimo giardino da coloro che
mi hanno preceduto e che ringrazio per aver creduto in me e nelle mie capacità. E’
solo così che la FUCI potrà andare avanti nel suo compito: quello di formare giovani
cristiani impegnati concretamente nel mondo che vivono (nel nostro caso quello
universitario) e che sappiano guardare all’orizzonte del bene comune.
Io in FUCI ho percepito questo tipo di respiro e ho cercato di far mia questa
formazione. E’ da qui che dovremo sempre ripartire anno dopo anno, semestre dopo
semestre: è questo il nostro carisma e l’essenza dell’essere fucino.
La FUCI è libertà ed amore come ho sentito recentemente dire a Raniero La Valle:
Amore verso il Signore, verso la Chiesa e verso gli altri in modo indiscriminato e
prestando maggiore cura agli ultimi e ai deboli. Libertà che si esprime nel metodo
della ricerca all’interno della riflessione teologica, biblica e culturale, secondo lo stile
sempre fecondo della mediazione culturale.
Tutti questi bellissimi concetti sono però incarnati dal fucino in una modalità del tutto
particolare, ovvero prendendosi poco sul serio. Anche questo fa parte del nostro stile
e della nostra tradizione ed è da questo pensiero che prendono corpo usanze ormai
storiche per la FUCI, estremamente divertenti e che non devono andare perse quali
Ricerca 2, la goliardia, miss e mister Camaldoli e la FUCI night (invito coloro che
non hanno mai sentito parlare di tutte queste cose a prendere parte agli appuntamenti
nazionali ed in particolare alle settimane teologiche di Camaldoli).
L’impegno con il sorriso sulle labbra. E’ di questo che anche la nostra FUCI in
Toscana avrà bisogno nei prossimi anni. Tante e disparate difficoltà circondano il
nostro cammino, ma è nostro dovere insistere. Se mi permettete vorrei provare a
lasciarvi oggi una serie di punti che potrebbero essere ripresi anche in futuro e che
vorrei che diventassero uno strumento di riflessione per tutti sulla FUCI in Toscana e
non solo. I punti in questione sono 5:
1. I rapporti con l’Azione Cattolica: E’ solo con un legame serio e profondo con
l’AC che possiamo pensare ad una FUCI radicata nella propria diocesi ed
attenta alle criticità ed alle problematiche che l’attualità ci pone davanti.
Programmiamo con l’Azione Cattolica un lavoro comune, come viene fatto dal
livello regionale e nazionale, e vediamo in che modo possiamo essere loro
d’aiuto e viceversa.
2. La partecipazione agli appuntamenti nazionali e regionali: Nessuno può dirsi
vero fucino se ancora non ha preso parte ad almeno un appuntamento
nazionale. Da questo punto non si può transigere. La FUCI ci consente di avere
un respiro più ampio, di conoscere persone da tutta Italia, di confrontarci con
loro e di crescere. Perché dobbiamo buttare via questa occasione? Tale aspetto,
cari amici, non dobbiamo dimenticarlo mai
3. Vivere l’università: Il nostro speciale carisma si esprime nell’università. E’
questo il luogo dove la FUCI è chiamata ad agire, a far sentire la propria voce,
a compiere la propria missione. Su questo punto, lo voglio sottolineare, in
Toscana c’è molto lavoro da fare. I nostri gruppi sono chiamati ad essere più
attivi nelle università: chiedendo e ottenendo spazi, lanciando iniziative e
proposte, dialogando con altri gruppi Cattolici e non. O costruiamo nelle
università il nostro futuro, o la nostra esperienza è destinata a chiudersi nelle
catacombe.
4. La relazione: E’ inutile girarci tanto intorno. La relazione fra le persone è alla
base dei nostri gruppi. I gruppi FUCI devono essere innanzitutto gruppi di
amici. Sono i legami di questo tipo che salveranno il Mondo, ed è su di essi che
dobbiamo continuare ad investire risorse di ogni genere. Quando le nostre
associazioni riescono a diventare pienamente aperte ed accoglienti verso gli
altri allora abbiamo centrato un primo e fondamentale obbiettivo.
5. I care: Cari fucini è doveroso oggi più che mai gridare al mondo il nostro “mi
interesso”. Non è mai stato così attuale come oggi il richiamo di don Lorenzo
Milani a tuffarsi nella mischia e a dire con coraggio la propria opinione. Tutto
questo nonostante molte figure, anche autorevoli e del nostro stesso ambiente,
ci invitino a riscoprire la “marginalità”. Ecco, ai margini lasciamo volentieri
che ci stiano LORO. Noi abbiamo l’obbligo di sporcarci le mani, di gridare, di
dire la nostra e di far sentire la voce. Abbiamo lo strumento per farlo: dai
giornali diocesani alla rete (ancora così poco sfruttata dalla nostra federazione).
Quindi cari presidenti e cari fucini SCRIVETE. Sono tante le cose che non
vanno nelle nostre città, nella nostra regione e nel nostro paese. Non possiamo
lasciare che vincano ancora l’indifferenza e l’individualismo, due mali che
affliggono pesantemente la nostra società.
Dopo questo passaggio, che mi rendo conto è stato un po’ pesantino, ma credo
doveroso per stimolare in ciascuno di noi una riflessione che non si fermi qui ma che
prosegua, vorrei passare a ringraziare coloro che hanno reso questa esperienza unica,
meravigliosa e indimenticabile:
1- Il Signore: Non posso non cominciare dal Signore. Il vero, unico e grande
protagonista delle nostre vite. Lo sceneggiatore di questo splendido film che
stiamo vivendo tutti insieme. E’ a Lui che devo tutto. Non smetterò mai di
dirgli grazie per quello che mi ha dato e spero davvero di averlo servito al
meglio in questo incarico.
2- Il mio gruppo: E’ a loro che va il mio più grande ringraziamento. Siamo rinati
dalla cenere, come l’araba fenice, nel 2009 (sembra passata una vita). Ricordo
ancora quel primo incontro con don Luca Andolfi (responsabile della pastorale
giovanile a Lucca) al quale andammo io, Stefano e Mauro. Da lì è partito tutto.
All’inizio un piccolo gruppo con, oltre a noi 3, anche Niccolò e Serena
(divenuta presidentessa con Stefano). E poi una crescita progressiva e
trascinante che ci ha portati ad essere in 15 con Fabio, Andrea, Chiara (l’attuale
mia presidentessa), Giorgio (l’attuale mio presidente), Roberta, e Carolina. E’
anche merito loro se sono sopravvissuto in questi 2 anni.
Non me ne vogliano gli altri, ma un ringraziamento davvero speciale su tutti va
a Stefano, il nostro presidente nazionale. Se non avesse creduto in questa follia
di far rinascere un gruppo morto, nessuno di noi lucchesi sarebbe qui oggi. Ha
letto nei miei occhi, di ritorno dal mio primo Camaldoli del 2009, un vero
entusiasmo e non un colpo di sole dettato dalla canicola estiva. Ne abbiamo
passate tante insieme, ed ora ti appresti a spiccare il volo. Sono sicuro che
anche a Roma saprai farti valere con le doti e le capacità che hai. Sarai un
punto di riferimento importante per la FUCI Toscana e dalla tua elezione ne
potrà venire solo del bene per tutti noi. Sii sempre umile e disponibile, e vedrai
che non avrai problemi di nessun tipo anche laggiù. A noi lucchesi, come ti ha
detto don Renato, hanno insegnato la diplomazia fin da bambini (per
sopravvivere nella jungla di Lucca), è un punto che ci caratterizza, che fa parte
da sempre nel nostro DNA e che ti sarà molto utile nella capitale. In bocca al
lupo di cuore!!
3- I miei gruppi: I miei gruppi sono quelli della Regione tutta. Parlo per iniziare
di Pisa che mi ha per primo fatto conoscere la FUCI e che, non a caso, ho
insistito che ospitasse questa mia ultima assemblea. Grazie ragazzi!! A voi che
ci siete adesso e a coloro che c’erano 3 anni fa.
Poi non posso non ricordare Arezzo, dove per la prima volta ho preso parte a
un evento pubblico come incaricato e al quale auguro di proseguire alla grande
il suo cammino in formazione.
Gli amici di Prato che ringrazio per le volte che mi hanno ospitato alle loro
riunioni e per l’affetto sempre dimostrato nei miei confronti.
I fiorentini e i fiesolani che sono da tempo immemore dei grandi fucini e che
sicuramente continueranno i loro percorsi con ardore e affetto sincero nei
confronti della FUCI. Anche voi mi siete sempre stati vicini.
4- I miei assistenti: Don Renato e don Riccardo. La loro vicinanza non mi è mai
mancata in questi due anni. Mi hanno aiutato nel dire di SI’ e non mi hanno
mai fatto mancare consigli utili e parole di amicizia.
5- Flavia: Da vera donna del sud si è presa cura della nostra Regione in questi
due anni in modo attento e scrupoloso dimostrandosi vicina nelle difficoltà e
sempre pronta a dare un aiuto. Anche per lei è l’ultima assemblea con noi e
anche per lei si apre un nuovo futuro che sicuramente sarà roseo, perché questo
è ciò che si merita una persona tanto umile ed eccezionale.
6- La squadra: Come non parlare della squadra che ho avuto al mio fianco in
questo biennio. Prima Chiara. Per me una vera maestra di FUCI. Buona parte
di quello che so da un punto di vista organizzativo e gestionale l’ho appreso da
lei. Quello che ha fatto nel periodo del suo incarico per la FUCI Toscana va
oltre ogni calcolo, a lei va davvero un grazie speciale.
Poi ovviamente Benedetta e don Andrea. Due mostri assoluti. Insieme in
questo anno e mezzo abbiamo formato un buon tridente che per caratteristiche
ha ricordato l’attuale centrocampo della Juventus, campione d’Italia per la
trentesima volta. Don Andrea per omonimia e per affinità è il nostro Andrea
Pirlo. Il vero regista occulto, ma non troppo, della FUCI Toscana. Tutte le
decisioni passano da lui così come i palloni per la Juve passano dai piedi di
Pirlo. Con la stessa eleganza e raffinatezza del centrocampista bianconero è in
grado di mettere sempre quella parola, quella frase che risolvono una
situazione ingarbugliata rendendola d’improvviso chiara e lineare. Don Andrea
sei il vero fuoriclasse della nostra squadra e sono sicuro di aver appreso in
questi due anni molte cose da te.
Benedetta invece è il nostro Arturo Vidal. Pragmatica, corre per tutti ed è in
grado, come il centrocampista cileno, di fare sempre la cosa giusta al momento
giusto, di mettere quella parola che rasserena o di stimolare la riflessione
quando serve. Una vera “atleta della FUCI”, una grande pallavolista e
un’ottima amica. La FUCI adesso e nelle tue mani e in quelle di Fabio, che
ringrazio di cuore per il suo SI’. Un SI’ che chiude il cerchio del mio cammino
e che lancia la FUCI Toscana in un futuro ricco di nuove sfide e nuove
emozioni.
Desidero infine affidare la FUCI Toscana a Maria, madre di Gesù e madre della
Chiesa. E’ a Lei che consegno sempre le mie preghiere, affinché interceda presso il
Signore. Con questa semplicità sono stato educato fin da bambino sia da miei nonni
che dal mio anziano parroco di Fagnano. E’ Lei la “titolare” della Chiesa in cui ho
ricevuto tutti i sacramenti, è Lei che con la Sua vita ha tanto da insegnare ancora oggi
a tutti noi.
Grazie a tutti per avermi sopportato e supportato. Vi auguro di cuore di compiere un
buon cammino!!


Lorenzo Banducci (Già Incaricato Regionale della FUCI Toscana)

domenica 27 maggio 2012

Stefano Nannini nuovo presidente nazionale maschile della Fuci!!!!!!!!!!


COMUNICATO STAMPA

STEFANO NANNINI NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE MASCHILE DELLA FUCI

Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha nominato Presidente Nazionale Maschile della FUCI per il biennio 2012 – 2014 Stefano Nannini della diocesi di Lucca.
Nannini, 24 anni, del gruppo FUCI di Lucca è studente della Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Pisa.

L'intera Federazione esprime i migliori auguri per un proficuo lavoro a Stefano Nannini e contestualmente rivolge ad Alberto Ratti, Presidente Nazionale uscente, il più vivo ringraziamento per la dedizione e l'impegno profusi in questi due anni.

In questi giorni ha iniziato il suo servizio in FUCI anche il nuovo Vice Presidente Nazionale Maschile, Giambattista Coltraro, del Gruppo FUCI di Catania, eletto durante i lavori del 61° Congresso Nazionale di Urbino, svoltosi a fine aprile. A Giambattista Coltraro rivolgiamo gli auguri per l'incarico al quale è stato chiamato e al contempo ringraziamo Andrea Minardi per il servizio svolto nel biennio appena concluso.

Roma,  25 maggio 2012


UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
tel. 331.17.77.861


Noi del Gruppo Fuci di Lucca facciamo a Stefano i più sinceri auguri per il suo incarico e vogliamo esprimergli la nostra vicinanza: Forza Stefano, sei e rimarrai sempre uno di noi!!!!!!!!!!!!!
Siamo sicuri che metterai in questo incarico lo stesso impegno e la stessa dedizione che ti accompagnano in ogni cosa.

giovedì 3 maggio 2012

incontro del 19 aprile 2012


Psichiatria e potere: come la pazzia è stata vissuta dalla società.

L’incontro del 19 aprile è stato tenuto dal Professor Lastrucci, psichiatra, il quale ha declinato il tema del semestre con riferimento a quella che è stata la sua esperienza professionale negli ospedali psichiatrici sin dalla metà degli anni sessanta.
La descrizione da lui fatta si è concentrata sulle differenze tra il sistema statunitense, in cui ha lavorato in un primo momento, e quello italiano.
L’organizzazione dei manicomi negli U.S.A. prevedeva una diagnosi interdisciplinare, la cui sintesi doveva dare indicazioni operative. Poteva poi essere rivista a seconda di come si modificava la situazione del paziente. La situazione era quella di un’”Umanità schiacciata e abbandonata” , gestita in modo impersonale, ma con un alto livello professionale.
Il panorama italiano invece era totalmente diverso, e le mancanze appaiono evidenti. Il Professor Lastrucci comincia a lavorare a Lucca nel 1967: qui l’organizzazione è ”medievale”, chiusa, simile a un carcere, i pazienti sono divisi in sezioni maschili e femminili, senza aggiornamenti dei trattamenti a cui vengono sottoposti rispetto al mutamento delle loro condizioni sanitarie. Essi sono circa 1000, i medici 6; non vi sono altre figure professionali. Ma il rapporto che si instaura è più umano, i familiari visitano i pazienti(al contrario di ciò che avviene negli Stati Uniti). I casi di dimissioni sono rari, e disciplinate dal direttore dell’istituto, che ne risponde direttamente al tribunale(che a sua volta deve convalidarle)(L. 36/1904) La situazione comincia a cambiare con la L 431/1968 Mariotti: si prospetta una libertà insperata grazie alla possibilità di ammissioni e dimissioni volontarie del paziente. I manicomi diventano “ospedali psichiatrici”, vengono incrementate le uscite, abbattuti i muri e i cancelli. Tuttavia esso mantiene le sue caratteristiche di struttura di emarginazione, che ha sostanzialmente lo scopo di tenere lontani dalla comunità di origine i pazienti. Il discorso psichiatrico continua ad essere qualcosa di non capito, misterioso, che, dando luogo a comportamenti violenti, le famiglie di origine difficilmente riescono a gestire.
Con la legge Basaglia(180/1978) le cose cambiano radicalmente e, sulla scia delle numerose teorie fiorite nel decennio precedente, comincia a modificarsi l’idea dell’ospedale psichiatrico(non più luogo di reclusione ed emarginazione)e più in generale della malattia psichica, nonostante i passi da fare siano ancora molti e difficili.
Se consideriamo la malattia mentale soltanto in senso medico organicistico sbagliamo: il cervello non è un organo come gli altri; funziona perché viviamo in un mondo di relazioni interpersonali: esse gli forniscono gli stimoli che gli servono per funzionare.
“Malattia mentale” è un mito ideato per mascherare i conflitti morali delle relazioni umane. Ciò porta con sé una forte istanza etica : essa è rivelatrice del ruolo che l’individuo si trova a giocare per superare le difficoltà del mondo in cui si trova.
 (Relazione del Prof. Lastrucci riassunta da Chiara Tomei)

lunedì 30 aprile 2012

comunicato stampa di chiusura del 61° Congresso Nazionale


COMUNICATO STAMPA
Chiusura del 61° Congresso Nazionale della FUCI
Il 61° Congresso Nazionale della FUCI, apertosi a Urbino mercoledì 25 aprile, si è concluso oggi,
domenica 29 aprile, a Roma con la partecipazione degli oltre 200 congressisti al rito di
beatificazione del Servo di Dio Giuseppe Toniolo.
La Celebrazione Eucaristica, che si è svolta alle ore 10.30 presso la Basilica di S. Paolo fuori le mura, è
stata presieduta dall'arcivescovo emerito di Palermo, card. Salvatore De Giorgi.
«Abbiamo voluto inserire la partecipazione al rito di beatificazione di Giuseppe Toniolo – affermano i
Presidenti Nazionali, Francesca Simeoni e Alberto Ratti – in quanto sentiamo la figura di Giuseppe
Toniolo, professore universitario e uomo di fede, molto vicino allo spirito della nostra Federazione.
Inoltre la nostra partecipazione si spiega per ragioni storiche, dato che fu proprio la FUCI, nella
persona dell’allora presidente Igino Righetti, a richiedere l’avvio della causa di beatificazione».
Ad Urbino il Congresso ha visto svolgersi al suo interno l’Assemblea Federale, che vede riuniti tutti i
rappresentanti dei livelli federativi, chiamati a dettare le linee guida per l’anno successivo.
L’Assemblea Federale ha approvato le Tesi Congressuali. «Oggi, a cinquant’anni di distanza, la FUCI
avverte l’esigenza di dedicare una riflessione particolare al Concilio nella convinzione che nei suoi frutti
possa ancora riscontrarsi una parola capace di parlare all’uomo di ogni tempo e consapevole della
necessità di continuare con amore un cammino che è stato affidato anche a noi giovani».
Il Consiglio Centrale svoltosi in seno all’Assemblea Federale, nel pomeriggio di verdì 27 aprile, ha
riconosciuto il gruppo di Caltagirone ed ha accolto la candidatura del gruppo di Rimini, come
gruppo ospitante il 63° Congresso Nazionale. «Al gruppo di Caltagirone va il nostro benvenuto nella
Federazione – affermano dalla Presidenza Nazionale – e al gruppo di Rimini il nostro grazie per il
servizio che svolgeranno per la FUCI, con la preparazione del prossimo Congresso».
Roma, 29 aprile 2012
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@

lunedì 9 aprile 2012