La F.U.C.I., Federazione Univesitaria Cattolica Italiana, nata nel 1896 dall’unione di circoli universitari cattolici esistenti in alcune città d’Italia, è una aggregazione ecclesiale di gruppi di studenti universitari che, negli anni dello studio e della formazione, vogliono percorrere insieme un cammino di fede e di crescita culturale, vivendo un’esperienza di Chiesa nel solco della tradizione centenaria della Federazione

lunedì 14 novembre 2011

Si apre la Settimana dell'Università

COMUNICATO STAMPA
 
“Gustosamente”: si apre la IV Settimana dell’Università della FUCI
 
Si apre oggi, lunedì 14 novembre, la IV edizione della Settimana
dell’Università, appuntamento annuale della Federazione Universitaria
Cattolica Italiana, che si caratterizza per una pluralità di eventi su
tutto il territorio italiano, all’interno di una comune cornice di
riferimento nazionale.
 
Gustosamente è infatti il tema che ispirerà gli appuntamenti di questa
settimana (convegni, tavole rotonde, cineforum, concerti, mostre, lectio
divinae…), organizzati da oltre 30 gruppi da Nord a Sud della penisola.
 
«Come Federazione di universitari cattolici crediamo che valga ancora la
pena scommettere sull’Università – affermano i Presidenti Nazionali
Francesca Simeoni e Alberto Ratti – in quanto luogo privilegiato in cui
diventare adulti, educandosi alla fatica del pensiero critico,
all’incontro con l’altro e con il diverso, alla passione per la ricerca».
 
In occasione della rassegna nazionale la FUCI ha ricevuto un augurio dal
Prof. Romano Prodi, già Presidente del Consiglio, che inviamo in allegato.
 
«Dovete imparare a stare in piedi, a resistere alle pressioni di
conformità della cultura di massa, a pensare con la vostra testa e ad
agire responsabilmente. Cioè, alla lettera, a rispondere in prima persona
delle vostre scelte e dei vostri comportamenti. Con scienza e coscienza,
affinando competenza professionale ed etica della responsabilità».
Con queste parole meditate e forti il Prof. Prodi ha voluto porgere a
tutti i gruppi e all’intera Federazione l’augurio per una Settimana
dell’Università ricca e proficua.
 
Sul sito nazionale (www.fuci.net) tutte le notizie riguardanti la Settimana.
 
 
Roma, 14 novembre 2011

 
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@fuci.net
www.fuci.net

sabato 12 novembre 2011

la settimana dell'università a Lucca...


COMUNICATO STAMPA

Giovedì 17 novembre 2011 alle ore 21:00 si terrà un incontro pubblico presso la sala conferenze della “Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca” (nel complesso di S.Micheletto in via Elisa), dal titolo “Giuseppe Toniolo: un esempio di santità laicale”, organizzato dal gruppo FUCI di Lucca.
In quanto universitari cattolici sentiamo molto vicina la figura del Toniolo, autorevole economista e
sociologo, nonché pioniere dell’inserimento dei cattolici nella vita politica, sociale e culturale italiana;
abbiamo quindi voluto dedicare uno tra i nostri incontri semestrali all’ approfondimento e alla
conoscenza di un tale esempio di dedizione al bene comune e di vera e propria Santità laicale.
A raccontare la vita e le opere di questo illustre personaggio sarà Alberto Ratti, studente di economia
presso l‘Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente nazionale della FUCI, appassionato e
attento conoscitore dell’argomento.
Questo incontro non ha la pretesa di essere esaustivo nel racconto di un’esperienza di vita così ricca e
complessa; vuole tuttavia riportare alla luce la figura di un uomo che ha portato avanti fermamente la
sua causa, che è riuscito a costruire il nuovo e a cui l’Italia e gli Italiani devono molto.
Il gruppo FUCI di Lucca

SETTIMANA DELL'UNIVERSITA' 2011


COMUNICATO STAMPA

“Gustosamente”: dal 14 al 20 novembre
IV Settimana dell'Università della FUCI
 
«Non il molto sapere sazia e soddisfa l’anima ma il sentire e gustare le cose interiormente».
 (Sant’Ignazio da Loyola)
 
Dopo l'ampio interesse riscosso negli anni scorsi, sia a livello locale che nazionale, la F.U.C.I. propone la quarta edizione della Settimana dell'Università, un evento che vede impegnata la Federazione in tutta la penisola e che ha la sua specificità nella preziosità del rapporto tra i contesti locali e la cornice nazionale, nel comune impegno per l’Università. “Gustosamente” è il tema che farà da cornice agli eventi organizzati da oltre 30 i gruppi F.U.C.I. nelle rispettive sedi universitarie: Arezzo, Bergamo, Bologna, Brescia, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Firenze, Forlì, Lodi, Lucca, Macerata, Milano, Modena, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Ragusa, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Trento, Udine, Urbino.
 
«La scelta del tema – affermano i Presidenti Nazionali Francesca Simeoni e Alberto Ratti – è stata dettata dal desiderio di sottolineare l’importanza di vivere gli anni universitari con “gusto”, per realizzare in pienezza quello che è il tempo della nostra formazione e dare sapore alle conoscenze che acquisiamo, non limitandoci a considerarle semplici voci di competenza di un curriculum professionale».

L’evento di apertura della rassegna si terrà a Padova, mercoledì 16 novembre, dove si svolgerà un conferenza dal titolo “Meglio furbi che colti”. Studiare conviene?. «Riteniamo di vitale importanza – affermano dalla Presidenza Nazionale – interrogarsi in questa occasione, con l’aiuto di illustri docenti dell’Università degli Studi di Padova, sull’importanza dell’Università, e più in generale della cultura, per il presente ed il futuro del nostro Paese, nella convinzione che è da lì che bisogna ripartire per formare quelle menti pensanti e coscienze consapevoli di cui si avverte un disperato bisogno».
 
A breve, sul sito internet (www.fuci.net) potrete trovare l'elenco completo degli eventi.
 
Roma, 9 novembre 2011
 
UFFICIO STAMPA FUCI
via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel. 331.17.77.861
presidenza@fuci.net
www.fuci.net 

sabato 5 novembre 2011

Incontro del 3 novembre

In questo link trovate il riassunto del libro "Uditori della Parola" di Rahner di cui ha trattato Niccolò Bonetti nel suo incontro:
http://www.scribd.com/doc/57737664/Riassunto-Del-Libro-Uditore-Della-Parola-K-Rahner

venerdì 21 ottobre 2011

Incontro del 20 ottobre 2011



“ Vivere la fede oggi”

Si è da poco conclusa una ricerca condotta dall’Istituto Iard di Milano su un campione di un migliaio di giovani italiani tra i 18 e i 29 anni e…attenzione! Tutti i dati, raffrontati con un’indagine analoga svolta nel 2004, mostrano un trend in negativo: meno giovani si definiscono cattolici (poco più del 50%).
Mi si son ristretti i cristiani!I giovani cattolici praticanti passano dal 18,1% al 15,4% mentre aumentano nettamente i “credenti che non si identificano in una chiesa” (che passano dal 12,3% del 2004 al 22,8% di oggi). In aumento anche i giovani non credenti, dal 18,7% del 2004 al 21,8% di oggi.Un altro segnale inequivocabile della tendenza è dato dalla diminuzione di quasi 10 punti percentuali di chi definisce alta o molto alta la propria fede (dal 41,1% del 2004 al 31,8%), mentre allo stesso tempo aumenta, e in misura ancora superiore, la percentuale di chi definisce bassa o nulla la propria fede (con un incremento di dodici punti, dal 24 al 36%).
La prima generazione incredula: il difficile rapporto fra i giovani e la fede
Non è più il tempo del “Contro Dio”, ma è il tempo del “senza Dio”. Ci si domanda: perché bisogna credere?cosa ci dà la fede in più nella nostra vita? A cosa ci serve pregare? Il cristianesimo non appare più un buon “affare”.è il tempo del “senza antenne per Dio”: nessuno ha testimoniato ai giovani la bellezza e la forza della fede. È più facile siano i nonni a parlare per la prima volta a un bambino di Gesù piuttosto che i genitori. I giovani non sanno perché dovrebbero credere, non sanno perché dovrebbero pregare. Sono “increduli, semplicemente increduli”. Secondo Don Armando Matteo una delle cause principali di questo è il fatto che gli adulti abbiamo disimparato a credere e a pregare, hanno imparato a vivere senza Dio e così non hanno potuto insegnare ai loro figli la bellezza di essere cristiani. La fede è diventata come una lingua straniera. Non c’è nessuno disposto a pregare, a credere e se uno entra in Chiesa per la prima volta non c’è nessuno che glielo insegni. Chi non ha la fede come fa? La chiesa è diventata una fornitrice di servizi: si lasciano i bambini al catechismo,  li si fa fare la cresima e la comunione e poi? Finisce tutto lì. E dopo cosa resta? Siamo sicuri che quei bambini continueranno ad andare in Chiesa? Siamo sicuri che quei sacramenti siano stati vissuti nel giusto modo? E non dobbiamo dare la colpa ai preti di tutto…Essi sono sempre meno e sono pieni di impegni perché spesso hanno anche più parrocchie da gestire. Inoltre gli adulti non trasmettono la fiducia nella vita, sono troppo pessimisti.Molti giovani non hanno la percezione del legame fra Dio e felicità umana. Molti sono estranei alla religione, ma l’80% ha ricevuto i sacramenti e l’83% è alla ricerca di Dio, ma si dice estraneo alla Chiesa.La figura del “credente non praticante” è stata creata, ma in realtà non esiste perché credere è già un atto.E un altro aggettivo da attribuire ai giovani è “inquieti”, i giovani non credono nel modo in cui gli adulti vivono la vita. Per quanto riguarda gli svantaggi del mondo di oggi troviamo:
1.        Una mancata evangelizzazione in seno alla famiglia
2.        La comunità cristiana che presuppone un lavoro di iniziazione alla fede della scuola e della famiglia e non predispone una propria azione pastorale. Secondo lui la comunità dovrebbe aprire nuove strade per avvicinarsi ai giovani, strade un po’ più interessanti e vicine a loro stessi che vivono nell’era delle tecnologie.
3.        L’immagine della  Chiesa come potenza di tipo politico
.       Sentimento anticattolico, antireligioso: si fa a gara a chi critica di più la Chiesa, a chi la critica di più. 
Serena Capodicasa
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Una Freschezza che sorprende: il Vangelo nella cultura di oggi

di 

Michael P. Gallagher
Il libro si apre con la descrizione di un dipinto di William Turner: una nave in tempesta, sovrastata dalle onde ma con, poco distante, una fonte di luce e la terraferma. E’ proprio da questa metafora che l’autore parte ad impostare la propria visione del fenomeno della secolarizzazione o meglio della crisi di fede che sembra attraversare l’occidente contemporaneo. La sua sarà un’analisi onesta della situazione, ma, al tempo stesso, la ricerca di “punti di luce” che indichino il modo di superare la tempesta in cui sembriamo essere immersi. In particolare ciò che viene continuamente sottolineato scorrendo le pagine è quello che appare chiaro sin dal titolo: la permanente novità di Cristo che ha però bisogno di un linguaggio altrettanto nuovo per essere compresa dagli uomini di oggi. L’autore si chiede quale tipo di secolarizzazione sia in atto: l’approccio quantitativo che si serve di statistiche ed in genere di valori matematici non basta più per capirlo; occorre osservare lo spostamento di sensibilità che interessa le persone nella loro immaginazione spirituale. T.S.Eliot afferma a questo proposito: ”La crisi religiosa della modernità non consiste nell’incapacità di credere in alcune cose riguardo a Dio che invece erano credute dai nostri antenati, ma piuttosto nell’incapacità di provare le loro stesse emozioni verso Dio e verso l’uomo”. I tre atteggiamenti che devono caratterizzare il credente oggi sono quello della disposizione(ad accogliere Dio, a fargli spazio dentro se stessi, ad aprirsi a lui), la decisione per una fede salda e fondata e la differenza rispetto alla cultura dominante. In cosa consiste quindi l’educazione religiosa oggi? Nel risvegliare la disposizione e il desiderio e nella costruzione di una decisione libera: qualità queste necessarie per accogliere la rivelazione. Ma trasmettere la fede ha bisogno anche di narrazioni e prassi che la nutrano ed alimentino uno spirito critico verso il mondo circostante. Acquisiscono quindi basilare importanza il racconto, e quindi la forma narrativa, la dimensione comunitaria(per evitare che la fede si riduca ad un fatto interiore) e l’autorità dell’esperienza. La fede cristiana infatti è un modo di essere più che una parola. Una trasformazione spirituale però non basta: essa deve estendersi agli altri campi della vita considerando sempre la rivelazione di Dio nel mondo, a partire dalla figura di Gesù in cui la fede deve radicarsi e di cui ne costituisce il cuore.
Chiara Tomei

venerdì 14 ottobre 2011

incontri del 6 e 13 ottobre

Luci d'inverno

Film che fa molto riflettere in tempi come questi. Il pastore Thomas si interroga su argomenti su cui molte persone oggi si pongono domande. Dopo la perdita della moglie è come se si sentisse morto dentro e incapace di trasmettere agli altri la fede come faceva un tempo. Ma la fede si ha solo nei momenti belli? Quando tutto va bene? Il pastore si sente abbandonato dal Signore, è messa in dubbio da capacità di Dio di dimostrare la sua presenza, Thomas sente solo un vuoto dentro...Il silenzio di Dio raggiunge il suo apice con la frase : "Dio Mio, perchè mi hai abbandonato?" in realtà il Signore c'è, ma è lui che non è più in grado di comunicarci. Infatti il titolo originale dell'opera è "Comunicandi", persone che non riescono a comunicare. Il regista Bergman sembra quasi volerci far capire che secondo lui se non c'è amore, se non c'è comunicazione con gli altri non si può avere neanche con Dio. Un simbolo si può trovare nelle panche vuote; sono proprio queste che tendono a testimoniare l'assenza di Dio o comunque il Silenzio di Dio nella vita delle persone.
Il finale è aperto perchè da un lato sembra che Thomas abbia ritrovato il rapporto con Dio per l'ultima frase pronunciata, dall'altro è come se continuasse a svolgere il suo servizio in chiesa solo per dovere.
Film vecchio perchè in bianco e nero, ma molto utile per fornire uno sguardo su riflessioni che sono molto diffuse anche oggi. Con i primi piani il registra riesce a farci percepire le sensazioni dei protagonisti.


Relazione rielaborata da Serena Capodicasa

martedì 11 ottobre 2011

Incontro regionale del 15 ottobre

Incontro regionale-Seminario di Fiesole
"La DEI VERBUM, Una Chiesa sorpresa da un Dio che vuol parlare agli uomini come ad amici"
Don Fabio Celli

Programma:
  • ore 15 assemblea regionale
I punti all'ordine del giorno saranno:
1) Presentazione degli obiettivi dei gruppi per l'anno 2011-2012
2) Comunicazioni degli incaricati regionali di ritorno dal Consiglio Centrale
3) Varie ed eventuali
  • ore 17: momento tematico tenuto da Don Celli e dibattito
a seguire S.messa e cena insieme