La F.U.C.I., Federazione Univesitaria Cattolica Italiana, nata nel 1896 dall’unione di circoli universitari cattolici esistenti in alcune città d’Italia, è una aggregazione ecclesiale di gruppi di studenti universitari che, negli anni dello studio e della formazione, vogliono percorrere insieme un cammino di fede e di crescita culturale, vivendo un’esperienza di Chiesa nel solco della tradizione centenaria della Federazione

venerdì 22 luglio 2011

settimana teologica camaldoli 2011

COMUNICATO STAMPA

SETTIMANA TEOLOGICA DI CAMALDOLI

Avrà inizio domenica 31 luglio p.v. la Settimana Teologica di Camaldoli, storico appuntamento della Federazione Universitaria Cattolica Italiana.Una tradizione che si rinnova dal lontano 1933, anno in cui l’allora Assistente Ecclesiastico Nazionale, Giovanni Battista Montini, la inaugurò con un gruppo di fucini. Sono attesi circa 100 studenti universitari provenienti da tutta Italia per partecipare all’appuntamento nazionale che si protrarrà fino a sabato 6 agosto p.v.

«Mettimi come sigillo sul tuo cuore» (Ct 8,6). La cura dei legami nell’epoca delle passioni tristi: questo il tema che impegnerà le riflessioni dei partecipanti alla Settimana. A guidarli, nel corso delle giornate camaldolesi, saranno don Gianantonio Borgonovo, biblista, e i coniugi Claudio e Laura Gentili, fondatori del Centro Betania, centro di consulenza familiare.

«Riteniamo fondamentale una riflessione seria ed accurata su una delle caratteristiche costitutive dell’essere umano: quella di intessere relazioni – affermano i Presidenti Nazionali, Francesca Simeoni e Alberto Ratti – e pensiamo che il riferimento al Cantico dei Cantici, quale testo biblico che mette al centro la relazione tra l’uomo e la donna e, di riflesso, tra l’uomo e Dio, costituisca un punto di riferimento prezioso e privilegiato.

Prima del tradizionale appuntamento, quest’anno, tra il 25 ed il 30 luglio p.v., si svolgerà un corso di Esercizi Spirituali per universitari, sul tema «Voi cercate Gesù Nazareno» (Mc 16,6). Cercare Gesù nel Vangelo di Marco. Le meditazioni saranno guidate dal Matteo Ferrari OSB, monaco camaldolese.

«Attendiamo fiduciosi e impazienti le Settimane di Camaldoli – afferma la Presidenza Nazionale – in quanto momento privilegiato dell’anno federativo: quest’appuntamento è piena espressione dello stile e dello spirito fucino, che scorge nel ritorno alle fonti della fede il presupposto e l’origine dell’impegno laicale, sempre in un atteggiamento di dialogo, ricerca e confronto».

È possibile reperire il programma delle Settimane e ulteriori informazioni sul sito www.fuci.net

Roma, 15 luglio 2011

UFFICIO STAMPA FUCI

via della Conciliazione, 1

00193 – Roma

Tel. 331.17.77.861

presidenza@fuci.net

www.fuci.net

martedì 28 giugno 2011

nuovo assetto degli appuntamenti nazionali discusso e votato nel consiglio centrale


RIFLESSIONE SUGLI APPUNTAMENTI NAZIONALI

a cura della Commissione per gli appuntamenti nazionali

(istituita dal Consiglio Centrale di Marzo 2011)

MOTIVAZIONI

1) Partecipazione

Da qualche anno a questa parte si è evidenziato un calo costante del numero di iscritti agli appuntamenti nazionali, soprattutto al Convegno/Congresso e alle Settimane Teologiche; si è inoltre delineato un livellamento della partecipazione in termini numerici tra l’appuntamento primaverile e la Scuola di Formazione, a discapito dunque del primo, all’interno del quale si inserisce l’Assemblea Federale, il momento più alto della vita federativa e che richiederebbe dunque una più elevata partecipazione.

Presumibilmente la diversa collocazione temporale dei due eventi ha impedito a volte di conciliare l’appuntamento nazionale con le sessioni di esami; inoltre alcune sedi scelte come città ospitanti sono state ritenute poco raggiungibili dal punto di vista logistico; infine appare chiaro che non per tutti gli interessati è agevole sostenere il costo complessivo relativo alla partecipazione a tre appuntamenti, pur essendo le singole quote molto contenute. Accanto a queste motivazioni di ordine logistico ed economico, vanno tuttavia considerate cause di più profondo significato e forse più “gravi” che sono apparse chiaramente coinvolte nel determinare questo calo di iscrizioni: la diminuzione del senso di responsabilità e di condivisione degli ideali della FUCI, a volte poco chiaramente illustrati e poco intensamente testimoniati dagli aderenti; la progressiva perdita del senso di appartenenza alla federazione nei “fucini semplici”, per la difficoltà di trasmettere gli ideali ed i valori acquisiti durante il ricambio generazionale interno ai gruppi; la persistente problematica del coniugare la dimensione locale e regionale delle attività fucine con il livello nazionale ed unitario.

Non condividiamo le opinioni di chi, dentro e fuori della Chiesa, ritiene che solo grandi numeri di aderenti diano credibilità ad un movimento, perché crediamo nell’identità elitaria ma mai esclusiva della FUCI e nell’alto valore della formazione che in essa si riceve

2) Formazione dei responsabili

E’ fortemente sentita l’esigenza di dedicare appositi momenti alla formazione di coloro che decidono di assumere degli incarichi in FUCI ma, in prospettiva, anche di tutti i fucini. Essa rappresenta un requisito fondamentale per svolgere il servizio a cui ciascuno è chiamato all’interno dei nostri gruppi, con consapevolezza e responsabilità e costituisce un requisito indispensabile per ottimizzare e sfruttare al meglio le capacità e le forze a disposizione.

Questa esigenza andrebbe soddisfatta ai diversi livelli della Federazione. La base di partenza è indubbiamente il gruppo, all’interno del quale tramite la definizione di percorsi culturali, teologici e spirituali si garantisce una formazione di tutti gli aderenti. Un livello da non sottovalutare è poi quello regionale, che andrebbe oggi rinforzato sotto questo profilo: le assemblee regionali rappresentano infatti delle occasioni propizie di approfondimento e studio di temi e problematiche inerenti alla vita della Federazione intera e dei singoli gruppi. Infine risulta indispensabile l’inserimento di appositi momenti formativi anche all’interno della cornice degli appuntamenti nazionali, in modo da offrire strumenti fruibili da tutti i partecipanti.

3) Impegno economico

Una rimodulazione nella forma e nel numero degli appuntamenti nazionali si richiede anche a causa dell'ingente impegno economico a cui la Federazione è sottoposta. Da diversi anni le quote di partecipazione agli appuntamenti nazionali sono mantenute più basse del loro costo reale per permettere a quanti più fucini di parteciparvi; questo però comporta una continua creazione di debito. Nel 2010 gli appuntamenti nazionali hanno creato un disavanzo complessivo di 18.071,5 €, recuperato solo grazie a donazioni liberali. Dalla lettura del bilancio consuntivo dell’anno 2010 emerge chiaramente che gli sforzi economici dei fucini (quote di adesione e di partecipazione agli appuntamenti) riescono a coprire solo il 40% del fabbisogno economico annuo della Federazione. A ciò consegue che il restante 60% si soddisfa solo attraverso contributi straordinari, contributi che, in una situazione economica complessivamente in contrazione, diventano estremamente volatili. Continuare a spendere in debito, sperando in liberalità che successivamente chiudano i buchi, sottopongo la Federazione al grosso rischio di una crisi di solvibilità. Ovviamente scopo della Fuci non è fare utile, ma occorre ponderare attentamente il margine di dipendenza da finanziamenti liberali e saggiarne la sicurezza nel lungo periodo.

Una buona proposta di revisione potrebbe permettere non solo di risparmiare, ma anche di ridistribuire meglio i contributi su attività più diversificate. Infatti attualmente gli appuntamenti nazionali vanno ad impegnare quasi l'intero 50% della totalità dei proventi, sottraendo risorse ad altre esigenze della Federazione.

4) Impegno organizzativo

L’impegno richiesto per l’organizzazione di tre appuntamenti nazionali ogni anno è indubbiamente non indifferente. La Federazione, e con essa la Presidenza Nazionale, si trova a dover fronteggiare continue scadenze ed imminenze che non permettono di concentrarsi su progetti a più lungo termine, altrettanto importanti per la vita della FUCI. Il lavorare con termini così ristretti, tra un appuntamento e l’altro, rischia anche di causare una scarsa attenzione da parte della Presidenza alle dinamiche interne alla Federazione e alla vita dei gruppi. Va inoltre rilevato che un tale dispiego di forze non ha sempre come risultato una visibilità maggiore per la Federazione; il rischio che si corre è proprio quello di un elevato dispendio di energie e di tempo a cui non seguano risultati apprezzabili, sia in termini di partecipazione interna agli appuntamenti, sia in termini di visibilità nei confronti dell’esterno.

Alla luce delle suddette motivazioni il Consiglio Centrale ha votato la seguente proposta di modifica dell’attuale assetto degli appuntamenti nazionali:

SOSPENSIONE SCUOLA DI FORMAZIONE

Si propone di sospendere l’appuntamento autunnale. Il carattere della formazione andrebbe recuperata negli altri livelli federativi, ossia quello di gruppo e quello regionale, in coerenza con quanto discende dal nostro essere Federazione, ossia una struttura associativa che privilegia i vari livelli locali, prima ancora che quelli nazionali.

Riteniamo che vadano valorizzate le Assemblee Regionali, come luoghi di partecipazione, coinvolgimento e formazione di tutti i fucini e non solo di coloro che hanno incarichi di responsabilità. L’inserimento di appositi momenti tematici o di laboratori formativi potrebbe costituire una strada per rispondere ad un esigenza sentita in modo trasversale e per soddisfare la quale non risulta sufficiente un solo appuntamento nazionale.

ELIMINAZIONE DELLA DISTINZIONE TRA CONVEGNO E CONGRESSO

Questa proposta vuole pervenire ad una semplificazione terminologica ed organizzativa, così da evitare ambiguità e concentrare le forze verso obiettivi chiari. Tradizionalmente la Federazione organizza, ad anni alterni, un Congresso, che pretende un forte impegno di ricerca con la pubblicazione di tesi congressuali e un Convegno, che teoricamente non richiederebbe questo previo sforzo di elaborazione di tesi scritte. Questa distinzione risulta alla prova dei fatti fumosa e priva di sostanza. In entrambi i casi infatti, sia che si organizzi un Convegno che un Congresso, i singoli gruppi e la Presidenza sono chiamati a svolgere un preventivo lavoro di studio e ricerca che sfocia, di norma, nell’elaborazione di un documento finale, di chiusura dei lavori dell’appuntamento nazionale.

Creare un’unica denominazione permetterebbe di avere una maggiore elasticità nell'organizzare l'evento, così da non essere legati a moduli fissi e darebbe l’opportunità di creare un luogo unico e riconoscibile da cui la FUCI possa rivolgersi al Paese e alla Chiesa. In questo modo sia il lavoro di elaborazione intellettuale, sia la volontà di dare vita ad appuntamenti di alto livello potranno convogliare in un unico contenitore flessibile, in grado di armonizzare caso per caso le diverse istanze che verranno ad emergere. La denominazione che si propone è quella di “Congresso”.

ASSEMBLEA FEDERALE INTERNA AL CONGRESSO

Mantenere l’Assemblea Federale all’interno della cornice del Congresso Nazionale, che dovrebbe tenersi in primavera

SPOSTAMENTO DELLA SETTIMANA DELL’UNIVERSITÀ IN AUTUNNO

Lo slittamento della Settimana dell’Università ad Ottobre/Novembre permetterebbe una più equilibrata distribuzione degli appuntamenti nazionali durante l’anno, onde evitare di concentrarli solamente tra il periodo primaverile e quello estivo. Inoltre l’evento pubblico organizzato dai gruppi in occasione della Settimana potrebbe costituire un’ottima occasione di presentazione della proposta fucina, oltre che del gruppo stesso ai nuovi aderenti. Essa consentirebbe di valorizzare il livello locale, inserendolo al contempo in un più ampio contesto di respiro nazionale.

sabato 18 giugno 2011

incontro regionale del 30 giugno

Incontro regionale con la presenza dell'On. Rosy Bindi


Programma:

-ore 16: Assemblea Regionale che avrà come ordine del giorno i seguenti punti:

1) Comunicazione degli incaricati regionali di ritorno dal Consiglio Centrale
2) Verifica dello stato dei gruppi
3) Verifica del percorso regionale dell'anno 2010/2011
4) Proposte tematiche per il percorso regionale per l'anno 2011/2012
5) Varie ed eventuali


- ore 18: Saluto alla federazione del nuovo delegato regionale di AC prof. Paolo Nepi

- ore 20: Cena

- ore 21: Incontro tematico dal titolo, "Cos'è di Cesare e cos'è di Dio".



giovedì 2 giugno 2011

Giorgio Mandoli: il nuovo presidente maschile della Fuci di Lucca

Non avendolo fatto prima, ho deciso di scrivere qui. Ieri Sera è stato eletto il nuovo presidente nella figura di Giorgio Mandoli. Sono rimasta molto colpita dalle poche parole dette da Giorgio sul fatto che ha un pò paura, che si impegnerà e che è contento di assumere l'incarico con me così potremo conoscerci meglio. Sulla prima cosa, cioè la paura, avrei voluto dire due parole ieri, ma poi non ho trovato il momento. Allora riporto adesso le frasi di una canzone di Jovanotti che si trovano riportate anche sul manuale dei presidenti di gruppo.
"Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?"
Questa è la sensazione che penso tutti provino quando assumono l'incarico di Presidente di Gruppo(o anche uno simile). Lì per lì ci troviamo spiazzati chiedendoci cosa dovremo fare per dare il nostro aiuto nel migliore dei modi. La risposta è solo una: Metterci al servizio del Signore perchè è Lui che ci ha chiamati ed è Lui che ci guiderà lungo questo mare. Come cantavamo sempre a Fagnano: "Tu mi conosci Signore e mi tieni per mano, per le strade di una vita che non finirà".Ricordo il modo in cui mi sentivo quando diventai presidente senza sapere neanche cosa significasse... Ora posso dire che essere presidenti è un dono perchè ti aiuta a crescere, a maturare e a sentirti vivo. La Fuci è un'esperienza unica. Quindi Giorgio, credici, fa della fede la tua Forza e lasciati tenere per mano dal Signore senza paura. Sono sicura che farai un ottimo lavoro. E per questi in cui sarò ancora presidente femminile potrai contare su di me. Spero anche io di conoscerti meglio e che possa nascere una bella amicizia come quella che penso si sia formata fra me Stefano. Mi sembra giusto adesso spendere due parole per lui.. Stefano, come prima cosa vorrei ringraziarti per l'impegno con cui hai lavorato nella Fuci in più di un anno, la disponibilità, la diligenza e anche se magari a volte posso aver avuto dei momenti un pò critici tu eri sempre lì ad aiutarmi e ad arrivare dove io magari non potevo. Grazie! Ti auguro che il tuo incarico nel Consiglio Centrale ti dia tante soddisfazioni e sono sicura che lo svolgerai nel migliore dei modi. Mi fa un pò tristezza però nello stesso tempo sono felice che ci sia Giorgio a prendere il tuo posto perchè come hai detto tu è una persona in gamba. Credo che l'importante sia essere presidenti insieme e darsi una mano a vicenda perchè ogni persona ha un carisma diverso ed è bene operare una fusione per ottenere un buon risultato. Grazie Giorgio, grazie Stefano, Grazie a tutti i fucini semplici perchè ognuno di voi è parte integrante del gruppo e grazie alla Fuci..una Federazione di persone dal cuore grande e pieno di entusiasmo :)

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Serena Capodicasa

domenica 29 maggio 2011

Buon lavoro Francesca, Sofia e Padre Michele




l Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha nominato Francesca Simeoni, della diocesi di Treviso e del gruppo di Padova,Presidente Nazionale femminile della Fuci per il biennio 2011-2013 e Padre Michele Pischedda, oratoriano di San Filippo Neri, Assistente Ecclesiastico Nazionale. L'intera Federazione esprime i migliori auguri per un proficuo lavoro a Francesca e Padre Michele e ringrazia Sara Martini e don Armando Matteo per la dedizione e l'impegno profuso in questi anni di servizio. In questi giorni inizia il suo servizio in Presidenza anche la nuova Vicepresidente Nazionale femminile Sofia Bianchi, del gruppo di Trento, eletta durante i lavori del Convegno Nazionale di Reggio Calabria. Anche a lei rivolgiamo gli auguri per l'incarico e ringraziamo Mariarosaria Petti per il servizio svolto in questi anni.

Federazione Universitaria Cattolica Italiana

COMUNICATO STAMPA

FRANCESCA SIMEONI NUOVA PRESIDENTE NAZIONALE FEMMINILE DELLA FUCI P. MICHELE PISCHEDDA NUOVO ASSISTENTE ECCLESIASTICO NAZIONALE FUCI

Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha nominatoPresidente Nazionale Femminile della FUCI per il biennio 2011 – 2013Francesca Simeoni della diocesi di Treviso. Francesca Simeoni, 23 anni, del gruppo FUCI di Padova è laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Padova. L'intera Federazione esprime i migliori auguri per un proficuo lavoro a Francesca Simeoni e contestualmente rivolge a Sara Martini, Presidente Nazionale uscente, il ringraziamento per la dedizione e l'impegno profusi in questi due anni.

In questi giorni inizierà il suo servizio in FUCI anche la nuova Vice Presidente Nazionale Femminile, Sofia Bianchi, del Gruppo FUCI di Trento, eletta durante i lavori del Convegno Nazionale di Reggio Calabria, svoltosi due settimane fa. A Sofia Bianchi rivolgiamo gli auguri per l'incarico al quale è stata chiamata e al contempo ringraziamo Mariarosaria Petti per il servizio svolto nel biennio appena concluso.

Durante i lavori dell'Assemblea Generale della CEI, svoltasi in questi giorni in Vaticano, è stato anche nominato il nuovo Assistente ecclesiastico nazionalenella persona di Padre Michele Pischedda, oratoriano di San Filippo Neri. Tutta la Federazione desidera rivolgere il migliore augurio a Padre Michele per il nuovo incarico a cui è stato chiamato e allo stesso tempo ringraziare di cuoreDon Armando Matteo, assistente nazionale uscente, per l’amore e la passione con cui ha seguito il cammino della FUCI negli ultimi sei anni.

Roma, 27 maggio 2011

UFFICIO STAMPA FUCI via della Conciliazione, 1 00193 – Roma tel. 331.17.77.861 e-mail: presidenza@fuci.net

sabato 21 maggio 2011

incontro "la donna nella letteratura" 19 maggio 2011

Storie di donne
Coraggio e passione nella Grecia classica: Alcesti e Medea
Euripide è certo il più moderno tra i tragediografi greci, e questo sia per la grande attenzione che egli riserva all’importanza della psicologia dei personaggi, sia per il ruolo che, a dispetto della grande tradizione epica e drammaturgica, attribuisce alle donne. Esse assumono a tutti gli effetti, nel bene e nel male, il ruolo di protagoniste delle sue tragedie.
A partire da Medea, personaggio complesso e dalla duplice personalità, sicuramente efficace e capace di tenere puntato su di sé l’intero impianto tragico della vicenda. E’ proprio lei ad offrirci inoltre una descrizione esaustiva e con venature sicuramente ironiche sulla condizione di subordinazione della donna del suo tempo.
Al contrario Alcesti, sposa devota del re tessalo Admeto e madre affettuosa dei loro figli, impersona al massimo grado il modello ideale di donna nella Grecia classica. La grandezza di Alcesti si apprezza tuttavia nel confronto con Admeto: l’eroe non è qui il classico combattente bello e giusto, ma una donna che accetta con coraggio il sacrificio più alto. Admeto al suo cospetto non risulta tanto meschino ed egoista come numerosi critici hanno voluto dipingerlo (anche sulla scorta dell’acceso dialogo che al rientro dalla esequie avrà col padre: in fondo è ineluttabile volere delle Moire che egli sopravviva), quanto piuttosto profondamente debole.
Salvezza e demistificazione della guerra: Clorinda
Torquato Tasso(1544-1595)vive ed opera nel difficile clima della Controriforma. Il ruolo assunto in generale dalla figura della donna nelle arti e nel sentire comune è quello di seduttive distrazioni per gli uomini che sostanzialmente fanno la storia e difendono la dottrina cattolica. Ma la genialità di Tasso non si ferma all’opinione diffusa scegliendo, come suo stile, di rimanere in bilico e ambiguo. Nonostante l’impostazione iniziale del poema, sono numerosi i punti in cui l’autore dimostra tutta la propria simpatia verso gli “erranti”, i “devianti”, gli eroi della fede che le passioni del mondo rendono meno perfetti.
Le donne di Tasso sono dolci, dedite e sensibili come Erminia, pagana segretamente innamorata dell’eroe cristiano Tancredi ma anche forti, decise e combattive almeno quanto gli uomini come Clorinda.
Attraverso questo personaggio Tasso condanna la guerra e gli scontri religiosi: ciò soprattutto nel momento della morte della ragazza, uccisa per errore da Tancredi, segretamente innamorato di lei, quando essa per mano del ragazzo riceve il battesimo, che non la sottrae alla morte ma le dona comunque la vita. La salvezza, che l’autore riserva alla giovane, è il modo per unire la propria condanna delle lotte religiose con l’intento primario dell’opera ovvero la “conversione” del lettore.
L'impossibilità del riscatto: Marta Ajala
Il personaggio di Marta, nel romanzo L’esclusa di Luigi Pirandello, è forte, determinato e sorprendentemente moderno, vive lungo l’intero romanzo un rapporto tormentato con un realtà statica e immobile, impregnata di una religiosità costante ma incapace di perdonare e limitata alle apparenze. Nel suo tentativo di riscatto subisce l’abbandono di tutti, il disprezzo dei compaesani, la diffidenza della madre e della sorella. Alla fine la sua rimane una sconfitta, perché ella può davvero tornare a “esistere” per la
collettività solo nel momento in cui viene riaccolta dal marito. L’apparente lieto fine dunque è in realtà un amaro sguardo disincantato sul contesto nel quale la giovane vive.

Chiara Tomei

martedì 17 maggio 2011

conclusi i lavori del convegno nazionale

COMUNICATO STAMPA

SI SONO CONCLUSI I LAVORI DEL CONVEGNO NAZIONALE DELLA FUCI

Si sono conclusi i lavori del Convegno Nazionale della FUCI, tenutosi a Reggio Calabria, tra il 12 e il 15 maggio scorsi. In questi giorni oltre 200 studenti provenienti da tutta Italia si sono interrogati sul tema “150 e non sentirli. Eredità e prospettive dell’Italia che cambia”, cercando di individuare e riflettere insieme sulle cause di disunità che ancora oggi attanagliano il nostro Paese e sulle sfide che ci attendono per mantenerlo unito. «Da qui si spiega anche il titolo stesso del Convegno – affermano i Presidenti Nazionali Sara Martini e Alberto Ratti – ed in particolare di quel “150 e non sentirli”, che sta proprio a significare come da un lato l’Italia non si senta vecchia, né senta l’unità come un fardello storico e anzi voglia viverne altrettanti, ma dall’altro come questi anni non siano bastati per fare dell’Italia un Paese realmente unito».

Diversi i relatori illustri che hanno accompagnato i fucini nelle loro riflessioni.

Nella sessione inaugurale, tenutasi al Teatro Cilea, sono intervenuti Giorgio Campanini, che ha affrontato il taglio storico, mettendo in luce i nodi ed i passaggi fondamentali che un giovane non può non conoscere; Giovanni Maria Flick ha invece affrontato l’importanza del momento costituente, nonché la svolta segnata dalla Carta Costituzionale nella storia italiana; infine con Antonino Spadaro si è riflettuto sul valore della laicità.

Nella giornata di venerdì si sono alternati due momenti tematici. La mattina l’Aula Magna della Facoltà di Architettura ha ospitato dei laboratori tematici tenutisi in seguito ad una sessione plenaria che ha visto come relatoriFerdinando Pagnoncelli, il quale, tramite dati e indagini, ha messo in luce le difficoltà delle nuove generazioni a sentirsi cittadini di un Paese unito e ad elaborare una forte identità nazionale; Luigi D’Andrea ha invece affrontato il tema del federalismo, in relazione ai principi contenuti nella Carta Costituzionale, specificando la rilevanza del principio di sussidiarietà; infinePaolo Bustaffa è intervenuto sul rapporto tra Italia e Europa, sottolineando in particolar modo il ruolo svolto dai media nella formazione di una coscienza europea. La tavola rotonda del pomeriggio ha costituito la parte più propositiva dell’intero appuntamento. I relatori invitati sono infatti stati chiamati a lanciare delle proposte concrete per la sviluppo del Paese. Erano seduti al tavolo: Francesca Chirico, giornalista e scrittrice calabrese, che ha sottolineato l’importanza di investire nella cultura per aver cura del nostro Paese, nonché di un recupero delle radici e della memoria per affrontare le sfide lanciate dalla globalizzazione; Genevieve Makaping, antropologa e sociologa camerunense che vive e lavora da più di 20 anni in Italia, ha invece approfondito la questione delle nuove presenze e dell’integrazione, invitando gli italiani ad imparare a guardare allo straniero con atteggiamento meno diffidente e più consapevole del loro essere persona; Francesco Delzio, manager e giornalista che è intervenuto sulle strategie di sviluppo del Paese e sulla condizione giovanile, rimarcando l’importanza di una serie di misure economiche e politiche per far sì che i giovani tornino ad essere protagonisti della vita del Paese.

Diverse dunque le sollecitazioni lanciate dai relatori agli studenti partecipanti al Convegno, che hanno stimolato altrettante reazioni e proposte. « In questi giorni abbiamo sperimentato sulla nostra pelle l’unità d’Italia, con giovani che arrivano da ogni regione - afferma la Presidenza Nazionale – e adesso ci apprestiamo a ripartire, ognuno per le proprie città e ad essere uomini e donne che fanno unità nella loro vite, unità tra studio e preghiera e tra vita e fede, oltre che uomini e donne che costituiscono strumenti di unità nei loro ambienti di vita, università in primis».

«Al termine dei lavori del prossimo Consiglio Centrale, che si terrà a Roma il 25 e 26 giugno p.v., verrà diffuso un documento conclusivo - affermano Sara Martini e Alberto Ratti – che farà sintesi del cammino della FUCI dell’a.a. 2010-2011». Un cammino che ha visto un’ ampia e articolata riflessione sulle condizioni sociali, politiche ed economiche del nostro Paese. La Scuola di Formazione, tenutasi lo scorso Ottobre a Ragusa, dal titolo “maleDETTO Sud. Immagini, contraddizioni, risorse e speranze di una terra in cerca d’autore” ha focalizzato l’attenzione sul documento della Conferenza Episcopale “Per un Paese Solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” e quindi sull’importanza dello sviluppo delle regioni meridionali, nel contesto della crescita dell’intero Paese. Il Convegno Nazionale ha invece inquadrato il tutto all’interno della cornice dell’unità nazionale, raccogliendo l’eredità storica lasciataci in consegna, individuando ciò che ancora ci divide e tentando di individuare strade e strumenti per uno sviluppo del Paese. « Il documento conterrà delle proposte concrete, sui temi affrontati in questi giorni - affermano sempre i Presidenti Nazionali - che come Federazione di universitari cattolici vogliamo mettere sul tavolo per far ripartire la nostra amata Italia».

Roma, 17 maggio 2011

UFFICIO STAMPA FUCI

via della Conciliazione, 1

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Tel. 331.17.77.861

presidenza@fuci.net

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