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Chi siamo?

La F.U.C.I., Federazione Univesitaria Cattolica Italiana, nata nel 1896 dall’unione di circoli universitari cattolici esistenti in alcune città d’Italia, è una aggregazione ecclesiale di gruppi di studenti universitari che, negli anni dello studio e della formazione, vogliono percorrere insieme un cammino di fede e di crescita culturale, vivendo un’esperienza di Chiesa nel solco della tradizione centenaria della Federazione


lunedì 21 marzo 2011

incontro di giovedì 10 marzo


La donna nella filosofia medievale

Paolo

- Lettera ai Galati (3,27-28):uguaglianza dei figli di Dio
- Molte donne nella comunità cristiana,diaconia
- Velo femminile (1Co 14:34-40),rispetto delle differenze e delle
diversità di genere e relazioni fra i sessi e ordine nella creazione
- Rapporti domestici (Ef 5,21-32),valore storico e mistero della
Chiesa
-Prima lettera a Timoteo (2,8-15) vietato l’insegnamento pubblico
femminile

Gnosticismo e reazione antignostica
-Dio come padre e madre;
- “Padre e Madre del Tutto”(Valentino)
- “Io sono il Padre, sono la Madre, sono il Figlio”(Apocrifo di
Giovanni)
-Donne sacerdotesse
-Violenta e misogina reazione di Tertulliano

Agostino e Ambrosiaster
- Per Agostino l’anima è assessuata,differenza sessuale concernente
il corpo,stessa immagine di Dio
-Eva aiuto passivo(come la terra che riceve il seme,la donna esiste
solo per procreare)
-problema del matrimonio nel paradiso(fecondità spirituale o
procreazione senza sesso o sesso senza concupiscenza? Prevale
l’ultima)
-ruolo di Monica nella conversione
- Ambrosiaster nega l’immagine di Dio nella donna(posizione isolata)

Ildegarda di Bingen(1098-1176)
- una delle poche donne che occupino un posto nella
filosofia
occidentale prima dell’età contemporanea;
- Fin da bambina subì fenomeni visionari, legati ad uno
stato
di salute molto fragile; l’accettazione e l’elaborazione in senso
cognitivo di queste esperienze le permisero di produrre un pensiero
originale e molto incisivo nella realtà del suo tempo;
- oblata all’età di sette anni presso l’abbazia benedettina
di Disibodenberg, divenne in seguito maestra delle monache e poi
badessa
- compie numerosi viaggi e si lega all'opera riformatrice di
Bernardo da Chiaravalle;
- esercitò la medicina ,,scrisse musica su propri testi: una
raccolta di liriche ispirate a figure sacre (fra cui spicca Maria,
“fiammeggiante aurora”), la Symphonia harmoniae caelestium
revelationum (Armonioso concerto delle rivelazioni celesti, ca.
1151-58); e una sacra rappresentazione di contenuto morale, Ordo
virtutum (L’ordine delle virtù )e fu consigliera spirituale non solo
di monaci e monache, ma anche di sovrani (fra cui Federico
Barbarossa)
e potenti laici ed ecclesiastici;
- scrive molte opere: Liber Scivias (da una contrazione di
"Scito vias Domini", "conosci le vie del Signore", 1141-51); il Liber
vitae meritorum (Libro dei meriti della vita, 1158-63); il Liber
divinorum operum (Libro delle opere divine 1164-74) ,Liber
subtilitatum diversarum naturarum creaturarum,(Libro che indaga gli
aspetti sottili delle nature diverse delle creature, ca. 1158-70) ,la
Physica (Fisica, enciclopedia naturalistica) e Causae et curae (Le
cause e le cure, dove le conoscenze fisiologiche e mediche relative
al
corpo umano sono connesse ai principi cosmologici)
- Il suo approccio alla conoscenza della realtà non segue
la
modalità scolastica di lettura e commento dei testi, ma si basa sull'
esperienza intuitiva di cui essa riferisce il carattere visionario in
più luoghi della sua opera.
- Le visioni sono considerate di origine divina e portatrici
di conoscenza nell’ambito della natura, della storia e della vita
spirituale umana: i diversi livelli di significato delle visioni
(letterale, allegorico, tropologico) sono esposti da Ildegarda in
ampie spiegazioni, da lei ricondotte ad una costante ispirazione
divina che si serve come tramite del suo “fragile corpo di donna”.
• Ildegarda afferma la superiorità dell’uomo sulle creature
spirituali
angeliche, perché nella duplice composizione – anima e corpo - che
rispecchia la divinità e l’umanità di Cristo, risiede la possibilità
che l’umanità ha di collaborare con Dio: con l’opera della creazione,
mediante la generazione, che porterà il numero degli uomini a colmare
il posto lasciato vuoto dagli angeli ribelli, ricostituendo la
pienezza del creato; e con l’opera della salvezza, mediante il
perfezionamento morale e spirituale dell’umanità al seguito di Cristo
nella storia, che porterà alla piena vittoria sul demonioalla fine
dei
tempi.
• Ildegarda scopre e svela all’umanità la presenza di Dio nelle
piante, nelle pietre, negli elementi e, naturalmente, nell'uomo
• “La sua visione dell’universo parte, potremmo dire, dalle
altezze
siderali e si dirama fino a toccare ogni campo della umana esistenza.
Ogni cosa per lei è unita da un unico filo, che ne tesse la trama
straordinaria, mirabile;tutto è messo in moto da quella “energia
suprema”, da quella “forza miracolosa”, che altro non è che la
viriditas .La vita in quanto tale è una potenzialità travolgente, un
turbine che investe anche la più piccola cosa del creato, il quale,
proprio per questo, ha una funzione sempre determinante. Niente è lì
per caso,ma l’interdipendenza caratterizza il cosmo in una totale
unità e completezza. Con questo stesso spirito Ildegarda si dedica
alle ricerche in campo medico e terapeutico, convinta com’è che le
malattie, fisiche o psichiche, da cui l’umanità spesso è afflitta,
non
sono altro che la conseguenza visibile di una rottura di quel filo
meraviglioso, che lega ogni oggetto della creazione ead ogni cosa
trasmette la sua carica vitale. Lei studia le proprietà puramente
materiali delle piante o delle pietre, ad esempio (era una attenta
osservatrice), ma non si ferma all’esame esteriore: le interessa
piuttosto scoprire i poteri terapeutici nascosti in esse; poteri che
lei ritrova anche nella musica e nella parola”.
• “Così che potremmo anche pensare che la viriditas, di cui lei
tanto
spesso parla, oltre ad essere quel fluido prodigioso che attraversa,
innervandole, tutte le creature e il cosmo stesso, è proprio il
potere
nascosto in tutto ciò che, appunto, “verdeggia”. Ciò che è verde è
vivo, palpitante, attraverso le sue fibre e le radici, anche
profonde,
passa la vita, e la vita genera frutti di ogni specie, che
arricchiscono la bellezza del creato e, a loro volta, si preparano a
produrre ancora, in un processo continuo, infinito ed esaltante: il
processo vitale, che non si arresta mai e che, per uno straordinario
prodigio, è capace di generare vita anche dalla morte”.
• La storia è lo svolgimento delle vicende dell’intero creato,
dalla
caduta dell’angelo ribelle alla vittoria finale sull’Anticristo. In
queste vicende la razionalità umana, che ha lo stesso carattere igneo
dello Spirito creatore, ha il compito di riunificare il mondo
corporeo
e quello spirituale nella vita morale e nella realizzazione della
salute, attraverso la conoscenza e l’utilizzazione del mondo
naturale:
in questo contesto è centrale la nozione di viriditas (che
sostantifica il carattere simbolico del colore verde), in cui si
esprime la vitalità e fecondità non solo del mondo vegetale, ma anche
di quello sensibile e spirituale. All’essere umano è possibile
inoltre sperimentare, nell’armonia della voce, l’esperienza immediata
dell’unità di anima e corpo, che tende a riprodurre la perfezione
dell’umanità prima del peccato originale: nella musica e nel canto la
ricomposizione della dualità infatti è già in atto e il fine della
vita umana è realizzato.
• Nella terza visione dello Scivias Ildegarda presenta un' immagine del cosmo che, se ha alcune affinità con quelle dei filosofi coevi,
presenta però anche importanti differenze; fra queste in primo luogo
la “forma di uovo” del cosmo ildegardiano, che conferisce realtà
fisica al simbolo tradizionale della vita del mondo, presente anche
in
una fonte importante della cultura delle scuole basata sulle arti
liberali, il De nuptiis Mercurii et Philologiae. Procedendo verso l'
interno della struttura incontriamo i vari strati cosmici degli
elementi, analoghi a quelli della cosmologia tradizionale ma con due
importanti differenze: l’elemento superiore, il fuoco, si sdoppia in
un fuoco luminoso e un fuoco nero, per rendere ragione della
duplicità delle forze, positive e negative, che s’intersecano nel macrocosmo.
Fra queste hanno un ruolo rilevante, oltre naturalmente al sole e ai
pianeti della tradizione astronomica, i venti che, convergendo verso
il centro, la terra, esercitano la loro funzione primaria nel
conferire vita e movimento a questa complessa struttura. Nel Liber
divinorom operum (1174) la forma del cosmo, generato nel petto di una
figura divina a carattere antropomorfo, è rotonda e, per quanto gli
strati successivi siano gli stessi che nell' opera precedente, ciò
che ora tiene insieme la struttura sono raggi che s’intersecano unendo la
circonferenza con il centro; questo è costituito da una figura umana,
che rappresenta il microcosmo

La medicina e la filosofia naturale aristotelico-galeliana

-Il seme maschile per Aristotele è causa formale delle generazione,il
sangue femminile è la causa materiale(per Galeno esistono due semi
invece);
-la donna è un “mas occasionatus”,un maschio fallito ,sterile e
incompleto("Occasio significa un difetto, che non corrisponde
all'intenzione della
natura")
- La donna è pertanto una creazione di riserva, che si verifica
quando
la prima intenzione della natura, che aspira all'uomo, fallisce. Essa
è un uomo ostacolato nel suo
sviluppo.
- "Tutte le parti che hanno gli uomini le hanno anche le donne
(all'interno)" -“La
donna, poichè non possiede sufficiente calore naturale, è incapace di
'cuocere' il suo liquido mestruale fino al punto di raffinatura, al
quale diverrebbe sperma ( cioè seme).Perciò il suo solo contributo
all'embrione è la materia, ed un 'campo' sul quale può crescere
(Generazione degli
animali):
-la donna ha una temperatura inferiore all'uomo,ha gli stessi organi
sessuali dell'uomo ma la bassa temperatura rende impossibile per la
donna per spingerli all'esterno (Per Galeno il collo dell'utero è un
pene rovesciato all'interno, la sua parte finale lo scroto
invertito);
-la donna è fredda e bagnata e più liquida rispetto all'uomo che
invece è asciutto e caldo e come tale totalmente in balia delle
passioni
sensuali;
- Gli organi sessuali fisici sono considerati contrassegni
contingenti; la verità naturale del sesso mascolino o femminino è
l'opposizione attivo/passivo; non c'è nessun tentativo di fondare i
ruoli sociali sulla natura,confusione terminologia
anatomica.
-casi di metamorfosi sessuale registrate dalla medicina
dell'epoca(ragazze iperattive e quindi “calde” che si trasformano in
uomini);
-i fluidi corporei e gli organi sono ritenuti tutti in comunicazione
tra loro: lo sperma, ad esempio, è sangue raffinato (la schiuma del
sangue) che passa nel cervello e poi attraverso midollo,reni ,testicoli, giunge al pene. Questo sangue, le donne,
menocaldo degli uomini (prive cioè del calore necessario a farlo
schiumare), lo perdevano o con le mestruazioni o lo raffinavano in
maniera meno imperfetta, sotto forma di nutrimento per il feto o per
il latte.
Niccolò Bonetti



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